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Twitter si rinnova con l’immagine di copertina

Grandi novità in casa Twitter. A sorpresa, infatti, è arrivata in questi giorni una nuova opzione per i profili degli utenti della piattaforma di microblogging più famosa del web. Si tratta di un’interfaccia rinnovata che ricorda molto l’immagine di copertina inserita da Facebook nei mesi scorsi.

Come per la Timeline, infatti, ora è possibile impostare una foto di copertina anche su twitter, sulla qule rimane scritta in sovraimpressione la descrizione inserita sul proprio profilo. E con un po’ di fantasia, sono davvero mille le cose che si possono fare!

Come attivare la copertina di twitter?
Attivare la nuova interfaccia è semplicissimo. E’ sufficiente entrare sulle impostazioni di twitter

cliccare su Aspetto

e selezionare l’immagine che si intende impostare come testata. Una volta caricata l’immagine avrete la possibilità di centrarla e ridimensionarla in base alle dimensioni della finestra.
Tenete presente, comunque, che le dimensioni massime per la copertina di twitter sono 1200×600 pixel e 500 mb.

Ovviamente noi non abbiamo perso tempo e ci siamo subito sbizzarriti con la nuova intestazione. Anche se la nostra versione è ancora tutta work in progress.
Ed ora… Date un’occhiata al risultato!

Twitter vs Maya

Abbiamo ormai “scollinato”, come si suol dire… Mezzogiorno del 5 giugno 2012 è passato, quindi i Maya hanno sempre meno tempo a disposizione per far compiere la loro profezia. Perchè se da mesi, se non anni, si parla del famigerato 21 dicembre 2012 come giorno stabilito dal popolo precolombiano come data in cui il mondo sarebbe finito, negli ultimi giorni si era diffusa la notizia che il conteggio delle date fosse sbagliato e che la fine del mondo sarebbe stata… oggi!
All’orizzonte, comunque, non c’è alcun segnale di apocalisse in arrivo. Il sole splende, il cielo è azzurro, gli uccellini cantano e i funghetti crescono in giardino! Ma non cantiamo vittoria, che non si sa mai!
Fatto sta che in questi giorni il web si è sbizzarrito ed ogi, in particolare, su twitter hanno spopolato gli hasthag #finedelmondo e #mayarrendersi. Così sul web non sono mancate le occasioni per ridere sulla profezia.

C’è, poi, chi accomuna la profezia dei Maya all’abitudine di fare promesse che non si mantengono

E chi non vuole farsi trovare impreparato per il “grande appuntamento”…

Una cosa è certa: l’ironia salverà il mondo… Magari anche da Maya!

Sciacallaggio 2.0

Pensavo che dopo la battuta di Simone Venturi e lo scalpore che ne è seguito, di scene del genere non se ne sarebbero più viste. E invece mi sbagliavo. Dal “La Padania si sta staccando, ci scusiamo del disagio” allo “Paura del #terremoto? molliamo tutto e scappiamo a #SantoDomingo!” twittato dall’account di @GroupaliaIT.

Una semplice battuta o un tentativo di sciacallaggio 2.0? Insomma, non c’è dubbio che un minimo avessero tentato di cavalcare l’onda del terremoto con una trovata markettara che ha ben poco a che vedere con lo stile. Fatto sta che nel giro di pochi secondi il popolo di twitter si è scatenato contro l’accounte del sito di vendite on line costringendo i gestori a scusarsi. Il problema è che su internet le voci corrono veloci e un semplice tweet sbagliato nel momento sbagliato può provocare danni irreparabili. C’è chi dice che Groupalia, prima di pubblicare le scuse, abbia cancellato il tweet incriminato ed addirittura alcuni tweet di protesta. ma quello che è certo è che una macchia così, sul web, è impossibile da cancellare.

Basta cercare #SantoDomingo su twitter per trovarsi alla pagina con tutti i tweet e i retweet di protesta.

Se Venturi è stato costretto ben presto a dimettersi, c’è da scommettere che almeno una  bella lavata di capo ai Social Media Manager di Groupalia non la toglie nessuno.

Mai sottovalutare il pubblico di internet. Il poplo dei social media si sta rivelando sempre più spesso un giudice implacabile e gestire strategicamente e correttamente i contenuti che finiscono sul web è sempre più indispensabile per evitare scivoloni di questo tipo. Soprattutto quando di mezzo ci sono povere vittime e centinata di persone sfollate.

AGGIORNAMENTO: Sul profilo di Groupalia è appena apparso questo tweet

Sarò ipercritica io… Ma mi pare che questo tweet non faccia altro che peggiorare la situazione. E voi che cosa ne pensate?

A questo link, invece, le scuse ufficiali del Country Manger.

RI-AGGIORNAMENTO: Mi segnalano altri due casi di Community Manager “spiritosi”

Entrambe le aziende si sono scusate

Ma in quest’ultimo caso gli utenti hanno ulteriormente attaccato l’azienda per essersene lavata le mani dando la colpa ad un singolo dipendente. Dalla padella alla brace!

Da Brindisi a Ferrara, le notizie corrono sul web.

C’era una volta un mondo in cui le notizie viaggiavano di mano in mano, tramite messaggeri che viaggiavano giorni a cavallo per portare missive da un sovrano all’altro.
C’era una volta un mondo in cui le notizie venivano stampate con inchiostro su carta ed urlate agli angoli delle strade dagli strilloni.
C’era una volta un mondo in cui le notizie venivano raccontate dai telegiornali, che si permettevano edizioni straordinarie in casi di eventi di grande ed imprevista portata.
Ora c’è il web… E le notizie, arrivano direttamente da chi vive i fatti.

Sabato ero a Venezia con le mie amiche. Mostra di Klimt, giro per la città, shopping. Un tranquillo sabato da quasi turiste. Ad un certo punto prendo in mano il mio smartphone e vedo negli aggiornamenti si facebook che circola voce di un’esplosione a Brindisi. Sono bastati pochi minuti, poi, per avere notizie sempre più precise e dettagliate. Una ragazza morta, cordoglio diffuso, profili a lutto. Condivisioni su condivisioni delle foto che la povera ragazza aveva pubblicato sul suo profilo (pratica alquanto macabra, dal mio punto di vista). Si parla di mafia, di terrorismo, si iniziano a fare ipotesi sui possibili attentatori, ci si scaglia con rabbia e parole dure su chi è stato capace di compiere un gesto simile.


Sabato notte ero a letto, stavo tranquillamente riposando dopo la giornata da turista.
Come ho scritto sul mio primo post, mi sono trasferita a Treviso per lavorare in Santa Fe, ma nel weekend continuo a tornare a casa dai miei genitori e dalla mia famiglia. A Rovigo.
D’improvviso sono stata svegliata da un boato, dal letto che si muoveva sotto di me. Ho aperto gli occhi un attimo e nella penombra della stanza ho visto l’armadio che si muoveva incontrollato. Sono rimasta impietrita, non riuscivo a muovermi, a parlare, ad alzarmi per uscire. Sentivo i miei che correvano giù dalle scale, ma io sono riuscita soltanto a chiudere gli occhi e a tirarmi le coperte sopra il viso. Soltanto quando la scossa è finita sono riuscita a scendere dal letto e correre in giardino, dove c’erano anche i miei (bravi loro, nella concitazione non si erano resi conto che ero a letto anche io, mi pensavano a Treviso!) e i vicini. In quel momento il mio pensiero è stato quello di prendere in mano il cellulare e di twittare quello che stava succedendo.
Come me, stavano facendo decine di altre persone. Il terremoto l’avevano sentito qui a Treviso, ma pure amici di Verona, di Milano, di Parma, di Ferrara, addirittura di Genova. Nel giro di pochi minuti giravano già le prime notizie non ufficiali. Magnitudo 4,6 epicentro Sermide, che è in provincia di Mantova, ma è molto vicino a dove vivo io. Nel giro di un’oretta, invece, si è capito che il terremoto era stato molto più forte di quanto segnalato in precedenza, e l’epicentro era in un altro posto, non lontano. Un amico twitta in diretta da San Felice sul Panaro, dice che è crollata la rocca. Dopo un po’ mette anche la foto. Gianluca Diegoli racconta su twitter l’evolversi delle cose da Mirandola.
Verificato che non c’erano danni siamo tornati a letto, ma neanche il tempo di rimettersi sotto le coperte che una nuova scossa ha fatto tremare tutto. Nuovo tweet. Nuove notizie che si rincorrono. Ma in Tv ancora nessuno ne parla.

I entrambi i casi che ho riportato, i social network sono stati fondamentali per venire a conoscenza di ciò che stava accadendo. Nel primo caso perchè non potevo essere raggiunta dai media tradizionali, nel secondo perchè IO stavo contribuendo a diffondere la notizia e perchè altri che stavano facendo la stessa cosa, hanno permesso che le persone ne venissero a conoscenza prima che qualsiasi altro mezzo di comunicazione potesse farlo. La tv non era in grado di mettere in piedi una diretta nel cuore della notte. Il sito dell’Ansa era giù per via dei troppi accessi alla ricerca di informazioni sul sisma. Per oltre un’ora twitter e facebook sono stati gli unici canali tramite cui raccogliere notizie.

Poi, si sa, a volte ci si lascia prendere la mano. A volte ci si lascia prendere anche dall’ironia, dall’emotività, dal voyeurismo, Ed è così che da servizio pubblico i social media diventano cassa di risonanza per notizie non esattamente positive.
Red Ronnie è stato uno dei più attivi a postare su twitter gli aggiornamenti sul terremoto, finchè ha commesso l’errore di postare un articolo di blog in cui si diceva che i maya avevano previsto il terremoto e che forse, allora, la fine del mondo il 21 dicembre 2012 non è tanto una bufala. All’allarmismo già comprensibilmente presente, ha aggiunto altro allarmismo, assolutamente inutile!
Simone Venturi, invece, è segretario della Lega Nord in un paese del bresciano. Ad un certo punto ieri ha scritto su facebook qualcosa tipo “Ci scusiamo per il disagio, ma la Padania si sta staccando. La prossima volta faremo più piano“. Inutile dire che nel giro di brevissimo tempo è stato subbissato di insulti social, al punto da essere costretto a dare le dimissioni.
Vittorio Sgarbi, illustre ferrarese oltre che illustre lingua lunga, ha dichirato “Gli emiliani non staranno certo con le mani in mano, mentre in Abruzzo, all’Aquila si vive d’inerzia, tutto e’ fermo come all’inizio, si aspetta solo che lo Stato faccia qualcosa e intanto ci si piange addosso“. Inutile dire che tutti quello che fino a poco prima stavano insultando Venturi hanno cambiato bersaglio rivolgendosi all’infelice uscita di Sgarbi.

Ma c’è chi fa e continua a fare informazione utilizzando i social nel migliore dei modi. La Presidente della Provincia di Ferrara sta dando notizie continue sui suoi profili.  C’è chi si sta dando da fare per mettere a disposizione case, appartamenti o alberghi, usando anche facebook per diffondere la disponibilità, o chi condivide i numeri verdi della protezione civile. C’è chi, come Rudy Bandiera e Riccardo Scandellari (oltre al già citato Gianluca Diegoli) sta continuando a fare informazione in diretta dai luoghi più colpiti tramite i loro blog e le loro pagine sui social.
C’è chi è consapevole del potere di internet e cerca di sfruttarlo nel modo migliore.

Twitter For Newsrooms aiuta i giornalisti a cinguettare

Qualche giorno fa vi avevamo parlato di Facebook + Journalism, la “pagina – manuale” per i giornalisti che vogliono essere attivi nel social network. Ma a quanto parte Facebook non è stato il solo a fare le proprie mosse in questo senso. Anche Twitter, infatti, ha elaborato un servizio dedicato ai giornalisti presenti nel proprio social: stiamo parlando di Twitter For Newsrooms (TfN).

Il servizio è volto a garantire l’ottimizzazione delle pagine Twitter dei giornalisti. Un sistema che permette agli stessi di facilitare il proprio lavoro grazie all’inserimento di alcune applicazioni per migliorare la ricerca e il rispetto di buone pratiche. Leggi tutto

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