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Pinterest: anche noi abbiamo ceduto!

E’ stato definito il Social Network del 2012, e non c’è dubbio che i dati relativi alla sua velocissima ascesa nell’olimpo del non lasciano spazio a molte interpretazioni. Fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra, Pinterest è passato da 1.2 milioni di utenti ad agosto 2011 ad oltre 4 milioni a novembre 2011, che sono poi diventati 11 milioni a gennaio 2012 ed è oraè tra i 100 siti più visitati al mondo (fonte wikipedia). Potevamo, quindi, non lasciarci sedurre anche noi? Io, in realtà, sono una fan di Pinterest già da un po’, e non nego che nei primi tempi era diventato davvero una droga. Su facebook e su twitter non esistevo quasi più, e il mio tempo on line lo passavo a pinnare!!! E adesso, come avevo accennato già nel primo post che avevo scritto su questo blog, anche per Gruppo Santa Fe è arrivato il momento di sbarcare sul social più discusso del web. Ed ecco che, con enorme piacere, siamo a segnalarvi la nostra pagina, in cui trovate le foto della nostra sede, dei nostri lavori, di alcuni momenti di #vitainsantafe e di tutte le cose che ci appassionano di più.

Che cos’è Pinterest?

A livello “teorico” Pinterest non è esattamente un social network, ma è quello che viene definito un social content, visto che il suo scopo principale non è quello di mettere in contatto le persone, ma di condividere contenuti, in particolare immagini. Pinterest deve il proprio nome alla contrazione di Pin + Interest e letteralmente potrebbe essere tradotto in “appuntare interessi”. Chi è iscritto, infatti, può scegliere gli argomenti su cui rimanere aggiornato e i profili da seguire, in modo da poter “pinnare” le foto che più sono attinenti ai gusti di ognuno. Le foto che vengono condivise, poi, sono suddivise in boards che racchiudono tutte le immagini relative allo stesso interesse.
Non c’è alcun dubbio che Pinterest stia avendo un grandissimo successo tra le donne. Sono pochi, infatti, i contenuti adatti agli uomini, mentre spopolano foto di make up, vestiti, scarpe, idee per la casa, piatti e ricette. Ma Pinterest sta avendo anche un enorme impatto in tutto ciò che riguarda i brand a forte impatto visivo: moda, appunto, ma anche advertising, design e viaggi.

Perchè Santa Fe su Pinterest?

E’ vero, noi non facciamo abiti, non progettiamo edifici, non trucchiamo le star. Ma ci piace comunicare e lo facciamo con passione. Ci mettiamo il nostro fmoso cuore che batte. E il nostro cuore batte anche, e forse soprattutto, per la comunicazione visuale. Creiamo quotidianamente grafiche, packaging, siti, loghi, brochure. E quindi perchè non mostrarvi un po’ delle cose su cui lavoriamo? Ma soprattutto, perchè non mostrarvi quello che siamo, quello che ci appassiona e quello che ci ispira?

Che cosa state aspettando? Venite a dare un’occhiata

Sciacallaggio 2.0

Pensavo che dopo la battuta di Simone Venturi e lo scalpore che ne è seguito, di scene del genere non se ne sarebbero più viste. E invece mi sbagliavo. Dal “La Padania si sta staccando, ci scusiamo del disagio” allo “Paura del #terremoto? molliamo tutto e scappiamo a #SantoDomingo!” twittato dall’account di @GroupaliaIT.

Una semplice battuta o un tentativo di sciacallaggio 2.0? Insomma, non c’è dubbio che un minimo avessero tentato di cavalcare l’onda del terremoto con una trovata markettara che ha ben poco a che vedere con lo stile. Fatto sta che nel giro di pochi secondi il popolo di twitter si è scatenato contro l’accounte del sito di vendite on line costringendo i gestori a scusarsi. Il problema è che su internet le voci corrono veloci e un semplice tweet sbagliato nel momento sbagliato può provocare danni irreparabili. C’è chi dice che Groupalia, prima di pubblicare le scuse, abbia cancellato il tweet incriminato ed addirittura alcuni tweet di protesta. ma quello che è certo è che una macchia così, sul web, è impossibile da cancellare.

Basta cercare #SantoDomingo su twitter per trovarsi alla pagina con tutti i tweet e i retweet di protesta.

Se Venturi è stato costretto ben presto a dimettersi, c’è da scommettere che almeno una  bella lavata di capo ai Social Media Manager di Groupalia non la toglie nessuno.

Mai sottovalutare il pubblico di internet. Il poplo dei social media si sta rivelando sempre più spesso un giudice implacabile e gestire strategicamente e correttamente i contenuti che finiscono sul web è sempre più indispensabile per evitare scivoloni di questo tipo. Soprattutto quando di mezzo ci sono povere vittime e centinata di persone sfollate.

AGGIORNAMENTO: Sul profilo di Groupalia è appena apparso questo tweet

Sarò ipercritica io… Ma mi pare che questo tweet non faccia altro che peggiorare la situazione. E voi che cosa ne pensate?

A questo link, invece, le scuse ufficiali del Country Manger.

RI-AGGIORNAMENTO: Mi segnalano altri due casi di Community Manager “spiritosi”

Entrambe le aziende si sono scusate

Ma in quest’ultimo caso gli utenti hanno ulteriormente attaccato l’azienda per essersene lavata le mani dando la colpa ad un singolo dipendente. Dalla padella alla brace!

Uno sguardo al passato, per una attuale formula di web marketing.

Ho sempre pensato, come convinzione personale, che il mondo giri come una ruota e che inevitabilmente tutto possa ritornare allo stato di partenza.

Questa mia “demente” teoria mi porta a riflettere su come, oggi, il mondo del web marketing si pone attraverso la rete.

Chi di voi si ricorda del  “Carosello“?  Un palinsesto nato a cavallo tra gli anni 50 e 60 che andava in onda su RAI 1, e che terminò la sua trasmissione nel 1977.
E’ sicuramente una storica trasmissione che diffuse migliaia di pubblicità, creando decine di personaggi tuttora utilizzati in alcune spot e altrettante forme e modi di dire.

E’ uno dei primi di sistemi d’intrattenimento che molta della pubblicità odierna ha ben compreso. L’obiettivo è di emozionare e di coinvolgere gli spettatori attraverso la visone di storie e solamente alla fine di informarli sul prodotto.

Ecco che la mia teoria della “ruota” trova riscontro anche nel web marketing.

Il web marketing deve intrattenere, stupire, divertire, emozionare, proprio come succedeva attraverso il Carosello, nel caso specifico della rete, cambiano solo i mezzi, oggi si utilizzano i video attraverso youtube per fare un esempio.

Per quanto riguarda la parte emozionale oggi ci sono i social media che stanno avendo tanta importanza per le aziende. I social media raccontano storie e ci permettono di immedesimarci all’interno di gruppi e di condividere le nostre abitudini, le nostre cose belle e brutte, ed è questo che li rendono interessanti.
In un carosello della Mira Lanza c’era Calimero sempre triste perché era piccolo e nero e tutti lo evitavano, fino a che non trovava l’olandesina che gli dava una bella lavata con il detersivo Ava della Mira Lanza; molti di noi si sono immedesimati nel personaggio Calimero e condiviso le sue sfortunate vicende e situazione.

Ritorniamo alla famosa “ruota”, Mira Lanza oltre alla promozione nei punti vendita del loro prodotto e la pubblicità attraverso il Carosello, si era organizzata anche con un famosissimo concorso a punti utilizzando le figurine trovate nei loro prodotti e suddivise per tema (prodotto, viaggi e monumenti). Ci troviamo tra gli anni 60 e anni 80, secondo voi queste iniziative di marketing non sono ancora attuali? I concorsi a premi, le raccolte a punti, la differenziazione del target, le promozioni nei punti vendita, tutto uguale, cambiano solo i mezzi ma la ruota inevitabilmente gira…

Ecco lo spot del Carosello:

 

 

 

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