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Tutti vogliono la Renault 4

Mio cugino ne aveva una rossa, e a me è sempre piaciuta tantissimo. Per questo vedere ora la campagna che Renault Nederland si è inventata per la sua pagina facebook mi fa non poco sorridere e ripensare nostalgicamente ai pomeriggi passati a giocare su quell’auto, e che viaggi facevamo noi bambini, col motore spento e tanta fantasia.
Probabilmente è un po’ di quella stessa fantasia che ha spinto la Renault a raccontare la storia della Renault 4 di Hilda, un’anziana signora che ha amato tanto guidare la sua auto ma che ora, a causa dell’età, non lo può più fare. Hilda ha deciso, quindi, di regalare la sua Renault 4 a qualcuno che possa guidarla e conservarla con lo stesso amore che ci ha semrpe messo lei.
Ed ecco l’invenzione dei creativi Renault: Un gioco da fare su facebook per indovinare dove Hilda ha lasciato le chiavi dell’auto, che lei ha perso. Gli utenti potevano “girare” virtualmente per la casa di Hilda taggandosi nel posto in cui pensavano che potessero essere le chiavi. Chi si fosse taggato nel posto più vicino alle chiavi perdute si sarebbe aggiudicato la Renault 4 di Hilda.
Risultato? 10,293 tag “in casa di Hilda” e 27,930 fan, praticamente il doppio di quelli che avevano prima della campagna (fonte).

Perchè tutto questo sucesso? La risposta non è soltanto nell’originalità della campagna o nel metodo scelto per coinvolgere gli utenti. Il vero plus della campagna sta nella storia di Hilda, che si lega alla storia di tutti. Perchè le storie piacciono a tutti, soprattutto se sono belle… E perchè sfido chiunque a non avere ricordi legati ad una Renautl 4!

Sciacallaggio 2.0

Pensavo che dopo la battuta di Simone Venturi e lo scalpore che ne è seguito, di scene del genere non se ne sarebbero più viste. E invece mi sbagliavo. Dal “La Padania si sta staccando, ci scusiamo del disagio” allo “Paura del #terremoto? molliamo tutto e scappiamo a #SantoDomingo!” twittato dall’account di @GroupaliaIT.

Una semplice battuta o un tentativo di sciacallaggio 2.0? Insomma, non c’è dubbio che un minimo avessero tentato di cavalcare l’onda del terremoto con una trovata markettara che ha ben poco a che vedere con lo stile. Fatto sta che nel giro di pochi secondi il popolo di twitter si è scatenato contro l’accounte del sito di vendite on line costringendo i gestori a scusarsi. Il problema è che su internet le voci corrono veloci e un semplice tweet sbagliato nel momento sbagliato può provocare danni irreparabili. C’è chi dice che Groupalia, prima di pubblicare le scuse, abbia cancellato il tweet incriminato ed addirittura alcuni tweet di protesta. ma quello che è certo è che una macchia così, sul web, è impossibile da cancellare.

Basta cercare #SantoDomingo su twitter per trovarsi alla pagina con tutti i tweet e i retweet di protesta.

Se Venturi è stato costretto ben presto a dimettersi, c’è da scommettere che almeno una  bella lavata di capo ai Social Media Manager di Groupalia non la toglie nessuno.

Mai sottovalutare il pubblico di internet. Il poplo dei social media si sta rivelando sempre più spesso un giudice implacabile e gestire strategicamente e correttamente i contenuti che finiscono sul web è sempre più indispensabile per evitare scivoloni di questo tipo. Soprattutto quando di mezzo ci sono povere vittime e centinata di persone sfollate.

AGGIORNAMENTO: Sul profilo di Groupalia è appena apparso questo tweet

Sarò ipercritica io… Ma mi pare che questo tweet non faccia altro che peggiorare la situazione. E voi che cosa ne pensate?

A questo link, invece, le scuse ufficiali del Country Manger.

RI-AGGIORNAMENTO: Mi segnalano altri due casi di Community Manager “spiritosi”

Entrambe le aziende si sono scusate

Ma in quest’ultimo caso gli utenti hanno ulteriormente attaccato l’azienda per essersene lavata le mani dando la colpa ad un singolo dipendente. Dalla padella alla brace!

Uno sguardo al passato, per una attuale formula di web marketing.

Ho sempre pensato, come convinzione personale, che il mondo giri come una ruota e che inevitabilmente tutto possa ritornare allo stato di partenza.

Questa mia “demente” teoria mi porta a riflettere su come, oggi, il mondo del web marketing si pone attraverso la rete.

Chi di voi si ricorda del  “Carosello“?  Un palinsesto nato a cavallo tra gli anni 50 e 60 che andava in onda su RAI 1, e che terminò la sua trasmissione nel 1977.
E’ sicuramente una storica trasmissione che diffuse migliaia di pubblicità, creando decine di personaggi tuttora utilizzati in alcune spot e altrettante forme e modi di dire.

E’ uno dei primi di sistemi d’intrattenimento che molta della pubblicità odierna ha ben compreso. L’obiettivo è di emozionare e di coinvolgere gli spettatori attraverso la visone di storie e solamente alla fine di informarli sul prodotto.

Ecco che la mia teoria della “ruota” trova riscontro anche nel web marketing.

Il web marketing deve intrattenere, stupire, divertire, emozionare, proprio come succedeva attraverso il Carosello, nel caso specifico della rete, cambiano solo i mezzi, oggi si utilizzano i video attraverso youtube per fare un esempio.

Per quanto riguarda la parte emozionale oggi ci sono i social media che stanno avendo tanta importanza per le aziende. I social media raccontano storie e ci permettono di immedesimarci all’interno di gruppi e di condividere le nostre abitudini, le nostre cose belle e brutte, ed è questo che li rendono interessanti.
In un carosello della Mira Lanza c’era Calimero sempre triste perché era piccolo e nero e tutti lo evitavano, fino a che non trovava l’olandesina che gli dava una bella lavata con il detersivo Ava della Mira Lanza; molti di noi si sono immedesimati nel personaggio Calimero e condiviso le sue sfortunate vicende e situazione.

Ritorniamo alla famosa “ruota”, Mira Lanza oltre alla promozione nei punti vendita del loro prodotto e la pubblicità attraverso il Carosello, si era organizzata anche con un famosissimo concorso a punti utilizzando le figurine trovate nei loro prodotti e suddivise per tema (prodotto, viaggi e monumenti). Ci troviamo tra gli anni 60 e anni 80, secondo voi queste iniziative di marketing non sono ancora attuali? I concorsi a premi, le raccolte a punti, la differenziazione del target, le promozioni nei punti vendita, tutto uguale, cambiano solo i mezzi ma la ruota inevitabilmente gira…

Ecco lo spot del Carosello:

 

 

 

Con Lyst segui l’alta moda e le novità dagli stilisti

Oggi vi presento Lyst, un sito per stare al passo con le nuove creazioni e le ultime tendenze della moda. Esso per alcuni versi ricorda Twitter, ma è dedicato esclusivamente al mondo dello stile e dello shopping. In esso si possono seguire marchi, stilisti, riviste ed esperte di moda, ma anche persone comuni, ricevendo tutti gli aggiornamenti nel proprio newsfeed. Leggi tutto

Facebook games, tra divertimento e marketing

Persino qua in ufficio, buttando talvolta uno sguardo indiscreto a qualche monitor, si possono scorgere industriosi contadini virtuali intenti a mietere ogni genere di ben di dio, ahimè non destinato ad alcun minestrone o insalata mista proprio perché solo digitale… Avete capito di cosa sto parlando 🙂 Da una recente indagine risulta che i giochi online come il celeberrimo Farmville assorbano più o meno il 10% del tempo che la gente passa in rete.

Vuoi che i rapaci del marketing non abbiano captato l’odore della preda? Altroché se l’hanno fatto. Molte aziende hanno colto le opportunità che si celano dietro queste piattaforme, che hanno come funzione (principale?) quella di divertire, ma che senz’altro possono fungere molto bene anche da strumento di promozione.

Le modalità a disposizione delle società per raggiungere il proprio target attraverso i giochi sono varie. Vediamone alcune! Leggi tutto

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