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Sciacallaggio 2.0

Pensavo che dopo la battuta di Simone Venturi e lo scalpore che ne è seguito, di scene del genere non se ne sarebbero più viste. E invece mi sbagliavo. Dal “La Padania si sta staccando, ci scusiamo del disagio” allo “Paura del #terremoto? molliamo tutto e scappiamo a #SantoDomingo!” twittato dall’account di @GroupaliaIT.

Una semplice battuta o un tentativo di sciacallaggio 2.0? Insomma, non c’è dubbio che un minimo avessero tentato di cavalcare l’onda del terremoto con una trovata markettara che ha ben poco a che vedere con lo stile. Fatto sta che nel giro di pochi secondi il popolo di twitter si è scatenato contro l’accounte del sito di vendite on line costringendo i gestori a scusarsi. Il problema è che su internet le voci corrono veloci e un semplice tweet sbagliato nel momento sbagliato può provocare danni irreparabili. C’è chi dice che Groupalia, prima di pubblicare le scuse, abbia cancellato il tweet incriminato ed addirittura alcuni tweet di protesta. ma quello che è certo è che una macchia così, sul web, è impossibile da cancellare.

Basta cercare #SantoDomingo su twitter per trovarsi alla pagina con tutti i tweet e i retweet di protesta.

Se Venturi è stato costretto ben presto a dimettersi, c’è da scommettere che almeno una  bella lavata di capo ai Social Media Manager di Groupalia non la toglie nessuno.

Mai sottovalutare il pubblico di internet. Il poplo dei social media si sta rivelando sempre più spesso un giudice implacabile e gestire strategicamente e correttamente i contenuti che finiscono sul web è sempre più indispensabile per evitare scivoloni di questo tipo. Soprattutto quando di mezzo ci sono povere vittime e centinata di persone sfollate.

AGGIORNAMENTO: Sul profilo di Groupalia è appena apparso questo tweet

Sarò ipercritica io… Ma mi pare che questo tweet non faccia altro che peggiorare la situazione. E voi che cosa ne pensate?

A questo link, invece, le scuse ufficiali del Country Manger.

RI-AGGIORNAMENTO: Mi segnalano altri due casi di Community Manager “spiritosi”

Entrambe le aziende si sono scusate

Ma in quest’ultimo caso gli utenti hanno ulteriormente attaccato l’azienda per essersene lavata le mani dando la colpa ad un singolo dipendente. Dalla padella alla brace!

Guerra tra Plasmon e Barilla….a colpi di advertising

Fare pubblicità comparativa, significa basare la propria campagna pubblicitaria affermando che il proprio prodotto è migliore di quello degli avversari sottolineando i difetti, ma non sempre l’avversario è disposto ad accettarla.

In Italia, questa pratica non è molto utilizzata e per un lungo periodo di tempo, due diverse scuole di pensiero ponevano la pubblicità comparativa come uno strumento per migliorare l’informazione dei consumatori, mentre l’altra scuola di pensiero, considerava la pubblicità comparativa come una forma di denigrazione delle aziende concorrenti creando confusione nei consumatori.

Ma i consumatori come percepiscono questo tipo di pubblicità?

Molto spesso se una piccola azienda attacca una grande marca, viene considerata poco credibile e normalmente ne ricava vantaggio l’azienda attaccata.
In una ipotesi opposta, se è la grande azienda che attacca la piccola la sua stessa immagine aziendale (dell’azienda grande) perderà valore e credibilità generando nel consumatore l’idea che il prodotto della piccola azienda è di elevata qualità.

In questo caso, ci troviamo di fronte a due colossi aziendali. L’azienda Plasmon, nota per i prodotti per bambini, attacca Barilla con una pubblicità che mette a confronto la “purezza” del proprio prodotto con le “mancanze” dell’avversario.
Barilla immediatamente replica con una elegante bordata pubblicitaria: “Le mamme italiane sanno quello che fanno”.
Sono molti gli aspetti che coinvolgono questa forma di pubblicità, si affrontano temi come la fiducia, la legalità, la famiglia e di conseguenza gli spot comparativi diventano un argomento delicato.

La comparazione deve informare i consumatori, rispettare le normative, non deve essere ingannevole e a mio avviso dovrebbe anche divertire.

Voi cosa ne pensate?

Fonte articolo del corriere

 

Uno sguardo al passato, per una attuale formula di web marketing.

Ho sempre pensato, come convinzione personale, che il mondo giri come una ruota e che inevitabilmente tutto possa ritornare allo stato di partenza.

Questa mia “demente” teoria mi porta a riflettere su come, oggi, il mondo del web marketing si pone attraverso la rete.

Chi di voi si ricorda del  “Carosello“?  Un palinsesto nato a cavallo tra gli anni 50 e 60 che andava in onda su RAI 1, e che terminò la sua trasmissione nel 1977.
E’ sicuramente una storica trasmissione che diffuse migliaia di pubblicità, creando decine di personaggi tuttora utilizzati in alcune spot e altrettante forme e modi di dire.

E’ uno dei primi di sistemi d’intrattenimento che molta della pubblicità odierna ha ben compreso. L’obiettivo è di emozionare e di coinvolgere gli spettatori attraverso la visone di storie e solamente alla fine di informarli sul prodotto.

Ecco che la mia teoria della “ruota” trova riscontro anche nel web marketing.

Il web marketing deve intrattenere, stupire, divertire, emozionare, proprio come succedeva attraverso il Carosello, nel caso specifico della rete, cambiano solo i mezzi, oggi si utilizzano i video attraverso youtube per fare un esempio.

Per quanto riguarda la parte emozionale oggi ci sono i social media che stanno avendo tanta importanza per le aziende. I social media raccontano storie e ci permettono di immedesimarci all’interno di gruppi e di condividere le nostre abitudini, le nostre cose belle e brutte, ed è questo che li rendono interessanti.
In un carosello della Mira Lanza c’era Calimero sempre triste perché era piccolo e nero e tutti lo evitavano, fino a che non trovava l’olandesina che gli dava una bella lavata con il detersivo Ava della Mira Lanza; molti di noi si sono immedesimati nel personaggio Calimero e condiviso le sue sfortunate vicende e situazione.

Ritorniamo alla famosa “ruota”, Mira Lanza oltre alla promozione nei punti vendita del loro prodotto e la pubblicità attraverso il Carosello, si era organizzata anche con un famosissimo concorso a punti utilizzando le figurine trovate nei loro prodotti e suddivise per tema (prodotto, viaggi e monumenti). Ci troviamo tra gli anni 60 e anni 80, secondo voi queste iniziative di marketing non sono ancora attuali? I concorsi a premi, le raccolte a punti, la differenziazione del target, le promozioni nei punti vendita, tutto uguale, cambiano solo i mezzi ma la ruota inevitabilmente gira…

Ecco lo spot del Carosello:

 

 

 

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