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Tutti vogliono la Renault 4

Mio cugino ne aveva una rossa, e a me è sempre piaciuta tantissimo. Per questo vedere ora la campagna che Renault Nederland si è inventata per la sua pagina facebook mi fa non poco sorridere e ripensare nostalgicamente ai pomeriggi passati a giocare su quell’auto, e che viaggi facevamo noi bambini, col motore spento e tanta fantasia.
Probabilmente è un po’ di quella stessa fantasia che ha spinto la Renault a raccontare la storia della Renault 4 di Hilda, un’anziana signora che ha amato tanto guidare la sua auto ma che ora, a causa dell’età, non lo può più fare. Hilda ha deciso, quindi, di regalare la sua Renault 4 a qualcuno che possa guidarla e conservarla con lo stesso amore che ci ha semrpe messo lei.
Ed ecco l’invenzione dei creativi Renault: Un gioco da fare su facebook per indovinare dove Hilda ha lasciato le chiavi dell’auto, che lei ha perso. Gli utenti potevano “girare” virtualmente per la casa di Hilda taggandosi nel posto in cui pensavano che potessero essere le chiavi. Chi si fosse taggato nel posto più vicino alle chiavi perdute si sarebbe aggiudicato la Renault 4 di Hilda.
Risultato? 10,293 tag “in casa di Hilda” e 27,930 fan, praticamente il doppio di quelli che avevano prima della campagna (fonte).

Perchè tutto questo sucesso? La risposta non è soltanto nell’originalità della campagna o nel metodo scelto per coinvolgere gli utenti. Il vero plus della campagna sta nella storia di Hilda, che si lega alla storia di tutti. Perchè le storie piacciono a tutti, soprattutto se sono belle… E perchè sfido chiunque a non avere ricordi legati ad una Renautl 4!

Qualità: di che cosa?

Facendo riferimento alle nostre esperienze personali, proviamo a chiederci: in base a che cosa decidiamo di acquistare un prodotto (ad esempio, un vestito o un cellulare o un pacchetto viaggio vacanza) di una marca piuttosto che di un’altra?

Se cerchiamo di dare una risposta dettagliata, vediamo che gli elementi tenuti in considerazione sono molti (estetica, prezzo, funzionalità, sicurezza, durata, notorietà del marchio, reputazione del produttore, …) e non tutti hanno lo stesso peso nel determinare la nostra scelta. Se cerchiamo di sintetizzare tutti questi elementi, la nostra risposta sarebbe probabilmente che consideriamo, da un lato, la qualità del prodotto in sé e, dall’altro, quanto soddisfa (o promette di soddisfare) le nostre esigenze.

Se analizziamo ciò che chiamiamo “qualità del prodotto in sé”, ci rendiamo conto che molte delle caratteristiche dipendono in realtà dal modo in cui il prodotto è stato progettato e fabbricato, dipendono innanzitutto dalle modalità di funzionamento dell’azienda produttrice, dipendono cioè dalla qualità dei processi produttivi. Sempre facendo riferimento alle nostre esperienze di consumatori, possiamo chiederci: dopo aver acquistato un prodotto, in base a che cosa ci dichiariamo più o meno soddisfatti, lo raccomandiamo o sconsigliamo ad altri, decidiamo di riacquistarlo o di “cambiare marca”?

Oltre al giudizio su come le caratteristiche già descritte hanno corrisposto alle nostre aspettative, questa volta entreranno in gioco altri elementi: come il fornitore ci ha trattato, se ci è stata data assistenza, se abbiamo ottenuto servizi aggiuntivi, se nel prodotto  abbiamo trovato delle caratteristiche positive che non ci saremmo aspettati, ecc. L’insieme di tutti gli elementi che abbiamo fin qui descritto configura la qualità totale, che noi sperimentiamo attraverso il prodotto, ma che in realtà caratterizza l’azienda produttrice, le sue logiche di funzionamento interno e di rapporti con l’esterno.
In realtà, già al momento di decidere l’acquisto del prodotto noi sappiamo – o almeno crediamo di sapere – qualcosa circa la “qualità totale” dell’azienda produttrice (tramite il passaparola, tramite la pubblicità, attraverso il web, grazie a esperienze precedenti ….) e questa conoscenza contribuisce alla nostra presa di decisione.

Su quali elementi possiamo basarci per far sì che le conoscenze ed informazioni preliminari siano quanto più corrette possibili e quindi contribuiscano razionalmente alle nostre decisioni?

Un buon aiuto in questo senso ci può venire da quelli che comunemente chiamiamo “marchi di qualità”.

Buoni acquisti di qualità a tutti!

Gruppo Santa Fe: anno nuovo, vita nuova, comunicazione esplosiva

La novità assoluta di questi giorni, azzardiamo pure, la NOTIZIA DELL’ANNO è: l’ingresso di tutto il Gruppo Santa Fe in una sede nuova di zecca.
Oltre che bravi ora siamo anche belli (ahahah, risata). Modestia a parte, ci siamo trasferiti da Treviso (via Steffani 15/a) a Preganziol in via Terraglio 263/a in una sede molto più ampia che ci permette di lavorare al meglio ed accogliere in modo confortevole tutti i nostri clienti e fornitori.
Il tutto si traduce in un flusso di lavoro più sereno ed efficace ed in nuove idee ad hoc per tutti i clienti.

La nuova sede è dotata di spazi più organici che hanno consentito di dividere i diversi settori dell’agenzia: i creativi di grafica e web sono stati rin…ops…racchiusi (hihihihi) in un salone apposito, con annesso set fotografico, per garantire maggiore tranquillità e stimolare la nascita di idee innovative.
Le parti commerciali, amministrative e di gestione del progetto hanno ora una propria stanza in cui poter svolgere appieno i propri compiti.

Non potevano mancare, inoltre, l’ufficio del capo, Enrico, soprannominato “acquario” per le quattro vetrate presenti in ogni lato (nonché di Fantozziana memoria…in arrivo anche la sedia di pelle umana); una sala riunioni per contenere tutto lo staff ed i collaboratori; un ufficio apposito per i server (il loro brusio non ci accompagna più durante tutta la giornata…quale gioia!); una sala archivio e ben due bagni.

Il trasloco ha occupato tutte le vacanze natalizie. A onor del vero va detto che ad occuparsene sono stati in toto (escluse alcune partecipazioni come “guest star”) Enrico e Matteo (i titolari) e Betty (l’amministrazione) coadiuvati da una squadra di familiari ed amici che ha lavorato ininterrottamente per due settimane.

Il risultato è a dir poco sbalorditivo. Un cambiamento epocale in una sede moderna ed accogliente maturato grazie ad anni di duro lavoro volto ad innovare i concetti di comunicazione e marketing per le imprese e a contrastare la durissima crisi che imperversa in tutto il mercato.

Scelte, lavoro effettuato ed i plus (servizi) che garantiamo ai clienti hanno fatto della nostra comunicazione una comunicazione dal volto umano, che si affianca alle esigenze dei nostri interlocutori e ne rispetta esigenze e caratteristiche.

Oggi, con la nuova sede e le nuove idee che stanno nascendo, siamo pronti a volare verso i nuovissimi orizzonti della comunicazione, in linea con la nostra mission e la passione che sempre abbiamo messo nel nostro lavoro.

Guerra tra Plasmon e Barilla….a colpi di advertising

Fare pubblicità comparativa, significa basare la propria campagna pubblicitaria affermando che il proprio prodotto è migliore di quello degli avversari sottolineando i difetti, ma non sempre l’avversario è disposto ad accettarla.

In Italia, questa pratica non è molto utilizzata e per un lungo periodo di tempo, due diverse scuole di pensiero ponevano la pubblicità comparativa come uno strumento per migliorare l’informazione dei consumatori, mentre l’altra scuola di pensiero, considerava la pubblicità comparativa come una forma di denigrazione delle aziende concorrenti creando confusione nei consumatori.

Ma i consumatori come percepiscono questo tipo di pubblicità?

Molto spesso se una piccola azienda attacca una grande marca, viene considerata poco credibile e normalmente ne ricava vantaggio l’azienda attaccata.
In una ipotesi opposta, se è la grande azienda che attacca la piccola la sua stessa immagine aziendale (dell’azienda grande) perderà valore e credibilità generando nel consumatore l’idea che il prodotto della piccola azienda è di elevata qualità.

In questo caso, ci troviamo di fronte a due colossi aziendali. L’azienda Plasmon, nota per i prodotti per bambini, attacca Barilla con una pubblicità che mette a confronto la “purezza” del proprio prodotto con le “mancanze” dell’avversario.
Barilla immediatamente replica con una elegante bordata pubblicitaria: “Le mamme italiane sanno quello che fanno”.
Sono molti gli aspetti che coinvolgono questa forma di pubblicità, si affrontano temi come la fiducia, la legalità, la famiglia e di conseguenza gli spot comparativi diventano un argomento delicato.

La comparazione deve informare i consumatori, rispettare le normative, non deve essere ingannevole e a mio avviso dovrebbe anche divertire.

Voi cosa ne pensate?

Fonte articolo del corriere

 

Telefonate persuasive da manuale? Certo, per i tuoi affari

Telefonate persuasive da manuale? Certo, per i tuoi affari

Vi siete mai chiesti cos’ha spinto la vostra amica a recarsi nello stesso negozio in cui siete state per acquistare l’ultimo must have della stagione? Come mai i vostri colleghi hanno passato la pausa pranzo nel vostro bar preferito? E come siete stati in grado di convincere la vostra fidanzata ad iscriversi in palestra?

Beh, una cosa è certa. Possedete delle buone tecniche di vendita.
“Ma come? Non ho fatto nessuna campagna pubblicitaria, si chiacchierava e basta”, direte voi.

Certamente, ma quale strumento se non il passaparola può risultare più adatto per una comunicazione efficace o reclamizzare qualcosa? Sarà sicuramente un metodo antico per destare l’interesse, però funziona.

“E se tutte quelle persone fossero state dei perfetti sconosciuti? Ce l’avrei fatta comunque?”
È il quesito che tormenta ogni giorno tutti quegli operatori i quali, tramite il telefono, devono ottenere lo stesso risultato, ma con una differenza: nel passaparola ci sono fiducia, credibilità, confidenza. Nel telemarketing, no.
Diventa indispensabile allora, adottare delle strategie per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Leggi tutto

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