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Visualizzazioni, offerte e post promossi, le ultime novità di facebook.

Mi rendo conto soltanto ora di quanto tempo sia passato da quando ho scritto l’ultimo post su questo blog, e mi rendo conto anche di dovermi dichiarare colpevole di abbandono di blog! Anche se, in realtà, ho provato molte volte a mettermi a scrivere, salvo poi dover lasciare tutto in sospeso per dover seguire altre urgenze.
I post che avevo tentato di scrivere, comunque, erano più o meno tutti sullo stesso argomento, ovvero sulle novità che facebook stava introducendo, giorno dopo giorno, per monetizzare quello che avviene sulle sue pagine.
Negli ultimi mesi, infatti, sono state molte le novità che Facebook ha introdotto sui gruppi, sulle fan page, e ora anche sui profili.

“X Persone hanno visualizzato questo post”
Partiamo dalla novità sui gruppi: Facebook dichiara guerra ai bugiardi! Vi è mai capitato di giustificarvi con qualcuno dicendo “Ah scusa, sai… non sono sempre su facebook e non avevo letto l tuo post”? Io penso che nessuno potra rispondere di no. Adesso, però, non si può più fare. Verso la fine di agosto, infatti, il più famoso tra i social network ha introdotto sui post il numero di visualizzazioni ricevute, con tanto di nome dell’utente che ha visualizzato il post, in che giorno e a che ora. Spaccato il minuto.
Insomma, in un certo senso Facebook ci fa notare, una volta di più, come tutto ciò che facciamo on line sia visibile, tracciabile, registrabile e divulgabile. E se c’è chi la ritiene un’inutile invasione della privacy, io invece dico che questo dovrebbe farci riflettere per poterci responsabilizzare sempre di più ad un corretto uso della rete e dei social network.

Le offerte
La novità introdotta in questi giorni per le fan page, invece, riguarda la possibilità di creare gratuitamente delle offerte con cui i fan della pagina, ma non solo, possono ottenere vantaggi derivanti dalla connessione tra il brand che gestisce la fan page e il cliente/utente. Così si sono moltiplicate le offerte di hotel che proponevano soggiorni a prezzi stracciatissimi per i propri fan, di negozi che proponevano scontistiche particolari o di aziende di servizi che offrivano consulenze gratuite presentando il coupon ottenuto semplicemente cliccando sull’offerta. Tutto questo a che cosa serve? Chi ha provato le offerte assicura di avere avuto un buon ritorno in termini di engagement con i propri fan, di aumento di visualizzazioni della pagina e di numero di fan.

I Post Promossi
Quest’ultima è una novità resca fresca di oggi e riguarda direttamente le pagine personali degli utenti, oltre alle fan page. Chiunque abbia aggiornato il proprio status in queste ore, infatti, si è trovato davanti a questo messaggio

Che cosa implica questo per gli utenti? In realtà non succede nulla, se si clicca su “annulla”, ma se si clicca su “promuovi” appare una schermata in cui è possibile visualizzare il “prezzo” per promuovere il post (3,63 euro) e la possibilità di selezionare la modalità di pagamento.

Ma quello che mi chiedo io è: davvero qualcuno può essere interessato a comprare la visibilità dei suoi post? Insomma, non metto in dubbio che ci siano persone che lo farebbero, anzi, ci sono molte persone che lo farebbero secondo me. Ma il punto non è questo. Forse le persone che lo farebbero sono quelle che hanno interesse a rendere visibile un messaggio sulla loro bacheca perchè questo, in qualche modo, gli porta un ritorno tale da giustificare l’investimento (si, ok, meno di quattro euro non sono poi chissà quale spesa, lo so). Però mi viene da pensare che le persone che lo farebbero siano quelle che utilizzano facebook più per scopi economici che come reale mezzo di comunicazione con persone più o meno vicine. E allora perchè utilizzano un semplice profilo invece che una pagina fan? Che poi… Non è proprio Facebook a dire che per scopi commerciali ed economici vanno utilizzate le pagine fan e non i profili? Quindi, l’utilizzo del profilo per scopi economici è contrario alle policy di facebook, ma poi è proprio facebook a metterti davanti il naso il modo per promuovere il tuo post al fine di ricavarne qualcosa. Io ci vedo quanto meno un po’ di incoerenza in tutto questo!

Oormai è chiaro a tutti che facebook non sa più che cosa inventarsi per trasformare tutto il suo traffico in ritorno economico, in pubblicità, in investimenti, insomma, in soldi! E questo, l’abbiamo notato tutti, si è maggiormente intensificato dopo che facebook è stato quotato in borsa. Proprio in questi giorni, poi, Facebook ha superto Google al primo posto dell’Alexa Rank (per i non addetti ai lavori è un indice con cui si misura l’importanza di un sito internet, e finora google era sempre stato il re incontrastato della classifica, seguito, appunto da facebook). Ma siamo siuri che tutto questo sfacciato invito alla promozione sia la cosa migliore per un social network che ha fatto dell’uso leggero e umoristico del mezzo il suo più grande punto di forza? Penso che Zuck si sia fatto bene i suoi conti in tasca…

Tutti vogliono la Renault 4

Mio cugino ne aveva una rossa, e a me è sempre piaciuta tantissimo. Per questo vedere ora la campagna che Renault Nederland si è inventata per la sua pagina facebook mi fa non poco sorridere e ripensare nostalgicamente ai pomeriggi passati a giocare su quell’auto, e che viaggi facevamo noi bambini, col motore spento e tanta fantasia.
Probabilmente è un po’ di quella stessa fantasia che ha spinto la Renault a raccontare la storia della Renault 4 di Hilda, un’anziana signora che ha amato tanto guidare la sua auto ma che ora, a causa dell’età, non lo può più fare. Hilda ha deciso, quindi, di regalare la sua Renault 4 a qualcuno che possa guidarla e conservarla con lo stesso amore che ci ha semrpe messo lei.
Ed ecco l’invenzione dei creativi Renault: Un gioco da fare su facebook per indovinare dove Hilda ha lasciato le chiavi dell’auto, che lei ha perso. Gli utenti potevano “girare” virtualmente per la casa di Hilda taggandosi nel posto in cui pensavano che potessero essere le chiavi. Chi si fosse taggato nel posto più vicino alle chiavi perdute si sarebbe aggiudicato la Renault 4 di Hilda.
Risultato? 10,293 tag “in casa di Hilda” e 27,930 fan, praticamente il doppio di quelli che avevano prima della campagna (fonte).

Perchè tutto questo sucesso? La risposta non è soltanto nell’originalità della campagna o nel metodo scelto per coinvolgere gli utenti. Il vero plus della campagna sta nella storia di Hilda, che si lega alla storia di tutti. Perchè le storie piacciono a tutti, soprattutto se sono belle… E perchè sfido chiunque a non avere ricordi legati ad una Renautl 4!

Da Brindisi a Ferrara, le notizie corrono sul web.

C’era una volta un mondo in cui le notizie viaggiavano di mano in mano, tramite messaggeri che viaggiavano giorni a cavallo per portare missive da un sovrano all’altro.
C’era una volta un mondo in cui le notizie venivano stampate con inchiostro su carta ed urlate agli angoli delle strade dagli strilloni.
C’era una volta un mondo in cui le notizie venivano raccontate dai telegiornali, che si permettevano edizioni straordinarie in casi di eventi di grande ed imprevista portata.
Ora c’è il web… E le notizie, arrivano direttamente da chi vive i fatti.

Sabato ero a Venezia con le mie amiche. Mostra di Klimt, giro per la città, shopping. Un tranquillo sabato da quasi turiste. Ad un certo punto prendo in mano il mio smartphone e vedo negli aggiornamenti si facebook che circola voce di un’esplosione a Brindisi. Sono bastati pochi minuti, poi, per avere notizie sempre più precise e dettagliate. Una ragazza morta, cordoglio diffuso, profili a lutto. Condivisioni su condivisioni delle foto che la povera ragazza aveva pubblicato sul suo profilo (pratica alquanto macabra, dal mio punto di vista). Si parla di mafia, di terrorismo, si iniziano a fare ipotesi sui possibili attentatori, ci si scaglia con rabbia e parole dure su chi è stato capace di compiere un gesto simile.


Sabato notte ero a letto, stavo tranquillamente riposando dopo la giornata da turista.
Come ho scritto sul mio primo post, mi sono trasferita a Treviso per lavorare in Santa Fe, ma nel weekend continuo a tornare a casa dai miei genitori e dalla mia famiglia. A Rovigo.
D’improvviso sono stata svegliata da un boato, dal letto che si muoveva sotto di me. Ho aperto gli occhi un attimo e nella penombra della stanza ho visto l’armadio che si muoveva incontrollato. Sono rimasta impietrita, non riuscivo a muovermi, a parlare, ad alzarmi per uscire. Sentivo i miei che correvano giù dalle scale, ma io sono riuscita soltanto a chiudere gli occhi e a tirarmi le coperte sopra il viso. Soltanto quando la scossa è finita sono riuscita a scendere dal letto e correre in giardino, dove c’erano anche i miei (bravi loro, nella concitazione non si erano resi conto che ero a letto anche io, mi pensavano a Treviso!) e i vicini. In quel momento il mio pensiero è stato quello di prendere in mano il cellulare e di twittare quello che stava succedendo.
Come me, stavano facendo decine di altre persone. Il terremoto l’avevano sentito qui a Treviso, ma pure amici di Verona, di Milano, di Parma, di Ferrara, addirittura di Genova. Nel giro di pochi minuti giravano già le prime notizie non ufficiali. Magnitudo 4,6 epicentro Sermide, che è in provincia di Mantova, ma è molto vicino a dove vivo io. Nel giro di un’oretta, invece, si è capito che il terremoto era stato molto più forte di quanto segnalato in precedenza, e l’epicentro era in un altro posto, non lontano. Un amico twitta in diretta da San Felice sul Panaro, dice che è crollata la rocca. Dopo un po’ mette anche la foto. Gianluca Diegoli racconta su twitter l’evolversi delle cose da Mirandola.
Verificato che non c’erano danni siamo tornati a letto, ma neanche il tempo di rimettersi sotto le coperte che una nuova scossa ha fatto tremare tutto. Nuovo tweet. Nuove notizie che si rincorrono. Ma in Tv ancora nessuno ne parla.

I entrambi i casi che ho riportato, i social network sono stati fondamentali per venire a conoscenza di ciò che stava accadendo. Nel primo caso perchè non potevo essere raggiunta dai media tradizionali, nel secondo perchè IO stavo contribuendo a diffondere la notizia e perchè altri che stavano facendo la stessa cosa, hanno permesso che le persone ne venissero a conoscenza prima che qualsiasi altro mezzo di comunicazione potesse farlo. La tv non era in grado di mettere in piedi una diretta nel cuore della notte. Il sito dell’Ansa era giù per via dei troppi accessi alla ricerca di informazioni sul sisma. Per oltre un’ora twitter e facebook sono stati gli unici canali tramite cui raccogliere notizie.

Poi, si sa, a volte ci si lascia prendere la mano. A volte ci si lascia prendere anche dall’ironia, dall’emotività, dal voyeurismo, Ed è così che da servizio pubblico i social media diventano cassa di risonanza per notizie non esattamente positive.
Red Ronnie è stato uno dei più attivi a postare su twitter gli aggiornamenti sul terremoto, finchè ha commesso l’errore di postare un articolo di blog in cui si diceva che i maya avevano previsto il terremoto e che forse, allora, la fine del mondo il 21 dicembre 2012 non è tanto una bufala. All’allarmismo già comprensibilmente presente, ha aggiunto altro allarmismo, assolutamente inutile!
Simone Venturi, invece, è segretario della Lega Nord in un paese del bresciano. Ad un certo punto ieri ha scritto su facebook qualcosa tipo “Ci scusiamo per il disagio, ma la Padania si sta staccando. La prossima volta faremo più piano“. Inutile dire che nel giro di brevissimo tempo è stato subbissato di insulti social, al punto da essere costretto a dare le dimissioni.
Vittorio Sgarbi, illustre ferrarese oltre che illustre lingua lunga, ha dichirato “Gli emiliani non staranno certo con le mani in mano, mentre in Abruzzo, all’Aquila si vive d’inerzia, tutto e’ fermo come all’inizio, si aspetta solo che lo Stato faccia qualcosa e intanto ci si piange addosso“. Inutile dire che tutti quello che fino a poco prima stavano insultando Venturi hanno cambiato bersaglio rivolgendosi all’infelice uscita di Sgarbi.

Ma c’è chi fa e continua a fare informazione utilizzando i social nel migliore dei modi. La Presidente della Provincia di Ferrara sta dando notizie continue sui suoi profili.  C’è chi si sta dando da fare per mettere a disposizione case, appartamenti o alberghi, usando anche facebook per diffondere la disponibilità, o chi condivide i numeri verdi della protezione civile. C’è chi, come Rudy Bandiera e Riccardo Scandellari (oltre al già citato Gianluca Diegoli) sta continuando a fare informazione in diretta dai luoghi più colpiti tramite i loro blog e le loro pagine sui social.
C’è chi è consapevole del potere di internet e cerca di sfruttarlo nel modo migliore.

Facebook + Journalists, risorse e linee guida per giornalisti social

Ann Curry, amministratrice della pagina Facebook + Journalists

Da qualche mese Facebook ha creato una pagina dedicata ai giornalisti e al “rapporto” degli stessi con il social network in questione. Proprio così, una “pagina-manuale” per aiutare i giornalisti a diventare sempre più social. La pagina si chiama Facebook + Journalists e racchiude tutti i trucchi che ogni giornalista contemporaneo deve sapere per stare al passo con i tempi. Leggi tutto

Come organizzare un flash mob con Facebook

Il flash mob è ormai entrato a pieno titolo tra le forme di comunicazione più efficaci. Solitamente viene utilizzato per fare uno spettacolo e stupire la gente, ma anche per promuovere eventi culturali o persone, ed in certi casi anche come forma di protesta. E se qualche anno fa la pratica era poco diffusa oggi ogni persona ha per lo meno sentito parlare di flash mob.

Dando per scontato che chi legge sappia di cosa stiamo parlando (al massimo ci si può affidare a Wikipedia che contiene una buona spiegazione) spieghiamo come organizzare un flash mob con Facebook. Leggi tutto

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