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Guerra tra Plasmon e Barilla….a colpi di advertising

plasmon biscotti2 Guerra tra Plasmon e Barilla....a colpi di advertisingbarilla risposta1 Guerra tra Plasmon e Barilla....a colpi di advertising

Fare pubblicità comparativa, significa basare la propria campagna pubblicitaria affermando che il proprio prodotto è migliore di quello degli avversari sottolineando i difetti, ma non sempre l’avversario è disposto ad accettarla.

In Italia, questa pratica non è molto utilizzata e per un lungo periodo di tempo, due diverse scuole di pensiero ponevano la pubblicità comparativa come uno strumento per migliorare l’informazione dei consumatori, mentre l’altra scuola di pensiero, considerava la pubblicità comparativa come una forma di denigrazione delle aziende concorrenti creando confusione nei consumatori.

Ma i consumatori come percepiscono questo tipo di pubblicità?

Molto spesso se una piccola azienda attacca una grande marca, viene considerata poco credibile e normalmente ne ricava vantaggio l’azienda attaccata.
In una ipotesi opposta, se è la grande azienda che attacca la piccola la sua stessa immagine aziendale (dell’azienda grande) perderà valore e credibilità generando nel consumatore l’idea che il prodotto della piccola azienda è di elevata qualità.

In questo caso, ci troviamo di fronte a due colossi aziendali. L’azienda Plasmon, nota per i prodotti per bambini, attacca Barilla con una pubblicità che mette a confronto la “purezza” del proprio prodotto con le “mancanze” dell’avversario.
Barilla immediatamente replica con una elegante bordata pubblicitaria: “Le mamme italiane sanno quello che fanno”.
Sono molti gli aspetti che coinvolgono questa forma di pubblicità, si affrontano temi come la fiducia, la legalità, la famiglia e di conseguenza gli spot comparativi diventano un argomento delicato.

La comparazione deve informare i consumatori, rispettare le normative, non deve essere ingannevole e a mio avviso dovrebbe anche divertire.

Voi cosa ne pensate?

Fonte articolo del corriere

 

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Non tradire un amico. 7 Spot contro l’abbandono degli animali

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Sex sells, il sesso vende. Ma sarà vero?

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Just doing it. Storia dell’advertising attraverso i suoi protagonisti

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Hitler-tising, la banalità del male nella pubblicità

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Proprio per questo, la sua immagine è stata assai spesso utilizzata in tutto il mondo nella pubblicità. Leggi tutto

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Super Bowl e pubblicità: i 10 migliori spot per l’evento

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Essendo un evento di portata mondiale che incolla davanti allo schermo tre quarti d’America e spettatori di ogni nazione, è naturale che sia un momento più unico che raro per i marchi più importanti di mettersi in mostra. Ecco perché le aziende pagano milioni per poche decine di secondi di spot durante il Super Bowl. Allo stesso tempo, le agenzie di advertising danno il meglio della propria creatività per questa imperdibile vetrina. Leggi tutto

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Facebook: azioni e post dei nostri amici diventano pubblicità

fb ad Facebook: azioni e post dei nostri amici diventano pubblicitàMolti di noi si sono abituati a trattare con noncuranza gli annunci pubblicitari che compaiono ordinati e silenziosi nella colonna di destra di Facebook. Quasi mai sembrano avere il giusto appeal per attirare la nostra attenzione, meno ancora per convincerci a cliccarci sopra. I vertici del social network, però, conoscono bene i limiti di questi messaggi, e stanno studiando il modo per renderli più efficaci.

Da un po’ di tempo ormai possiamo vedere sotto agli annunci se il marchio sponsorizzato piace a qualcuno dei nostri amici. Il prossimo passo si spingerà ancora oltre su questa strada. Stanno per essere lanciate le Sponsored Story Leggi tutto

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Arte e pubblicità. Quando il tocco manuale trasmette emozioni

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Quando la creatività è intorno a te! 6 Esempi di ambient marketing

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Come si può definire l’ambient marketing? Leggi tutto

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Cos’è il guerilla marketing? 5 Esempi

bomb 225x300 Cosè il guerilla marketing? 5 EsempiSono certo che molti di voi sapranno già, a grandi linee, in che cosa consiste il guerilla marketing. Forse però, chi non è strettamente un addetto ai lavori, lo avrà sentito distrattamente nominare senza farsene un’idea precisa. La definizione di guerilla marketing non è poi così recente come si potrebbe pensare: essa risale al 1984, anno in cui Jay Conrad Levinson scrisse l’omonimo libro.

Egli la coniò per indicare un tipo di promozione generalmente a basso costo, ma con grande impatto psicologico sui fruitori, in grado di far leva in modo molto incisivo sulla loro immaginazione, o risultando così insolita da generare un forte stupore iniziale. In realtà, il budget di queste realizzazioni può variare a seconda delle loro dimensioni e del modo in cui vengono realizzate, per cui non sempre esse sono così economiche.

Ora vi presento alcuni esempi di guerilla marketing per poterne avere un’idea ancora più precisa. Leggi tutto

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