QUARANT’ANNI SENZA DINO BUZZATI. A LEZIONE DI GIORNALISMO

Un giornalista che si rispetti non può non aver mai incontrato sulla sua strada gli scritti di Dino Buzzati. Il grande scrittore del ‘900 (Il deserto dei Tartari, Barnabo dalle montagne, Il segreto del bosco vecchio, Sessanta Racconti, Il Grande ritratto, solo per citare alcuni tra i suoi più importanti scritti) è stato una delle più note e più deliziose “penne” del Corriere della Sera.

Entrato nello storico giornale italiano di via Solferino a Milano nel 1928 vi rimane per più di trent’anni. Dalle pagine del Corriere incanta milioni di lettori con il suo inconfondibile stile raccontando la guerra, la liberazione, il boom economico, i delitti di nera che dividono l’opinione pubblica, le imprese dei ciclisti del Giro d’Italia del 1949 e tanti altri racconti e storie.

Un realismo che spiazza, che porta tra le pagine di cronaca la poesia, le emozioni, il vivere quotidiano con tutte le sue preoccupazioni. Ogni racconto è il ritratto di un personaggio, di una situazione, di un momento, di uno spazio. Ed attraverso questi lucidi e dettagliati ritratti dipinge pregi e difetti di un’Italia in via di costruzione.

Le sue parole non sono solo scritte: parlano, raccontano, regalano al lettore una vera e propria visione. Il lettore si cala nella parte e vive il racconto. Buzzati possedeva una chiave per aprire un mondo. Una chiave di cui solo pochi giornalisti e autori sono dotati. Non è da tutti riuscire a trasformare un lettore in un protagonista della vicenda.

Memorabili i “pezzi” dedicati alla vita nel Pirellone, con un Giò Ponti che nessuno, dopo dieci anni dalla costruzione del grattacielo, riesce a riconoscere quando entra a palazzo; con le macchine, che sembrano quasi degli ippopotami, a dare la vita a questa struttura animata; sublime il racconto della nascita della metropolitana cuore pulsante di Milano.

Come indimenticabile è il suo editoriale del 25 aprile 1945 in cui racconta la gioia dei cittadini per la fine della guerra. “Ecco, la guerra è finita. Si è fatto silenzio sull’Europa” l’incipit; e poche righe più sotto: “Come siamo felici. A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia, nessuno era più capace di andare avanti a parlare”.

Oppure ancora le parole che vengono a mancare di fronte alla tragedia del Vajont, che squassò la sua terra nell’ottobre 1963.

Era così Dino Buzzati;  le sue mani erano un prolungamento della sua anima. Nessun giornalista dovrebbe prescindere dalla sua lezione. Perché non c’è giornalismo, quando manca l’anima.

 

Per chi volesse approfondire, ecco qui alcuni suoi scritti

Articolo sul disastro del Vajont – 11 ottobre 1963 – Corriere della Sera

Articolo con estratti di testi di Buzzati al Giro d’Italia (1949)

Scalata del K2 – 1954

Estratto articolo su delitto perpetrato da Rina Fort

Articolo sul grattacielo Pirelli

Editoriale corriere della sera 25 aprile 1945

Tutti vogliono la Renault 4

Mio cugino ne aveva una rossa, e a me è sempre piaciuta tantissimo. Per questo vedere ora la campagna che Renault Nederland si è inventata per la sua pagina facebook mi fa non poco sorridere e ripensare nostalgicamente ai pomeriggi passati a giocare su quell’auto, e che viaggi facevamo noi bambini, col motore spento e tanta fantasia.
Probabilmente è un po’ di quella stessa fantasia che ha spinto la Renault a raccontare la storia della Renault 4 di Hilda, un’anziana signora che ha amato tanto guidare la sua auto ma che ora, a causa dell’età, non lo può più fare. Hilda ha deciso, quindi, di regalare la sua Renault 4 a qualcuno che possa guidarla e conservarla con lo stesso amore che ci ha semrpe messo lei.
Ed ecco l’invenzione dei creativi Renault: Un gioco da fare su facebook per indovinare dove Hilda ha lasciato le chiavi dell’auto, che lei ha perso. Gli utenti potevano “girare” virtualmente per la casa di Hilda taggandosi nel posto in cui pensavano che potessero essere le chiavi. Chi si fosse taggato nel posto più vicino alle chiavi perdute si sarebbe aggiudicato la Renault 4 di Hilda.
Risultato? 10,293 tag “in casa di Hilda” e 27,930 fan, praticamente il doppio di quelli che avevano prima della campagna (fonte).

Perchè tutto questo sucesso? La risposta non è soltanto nell’originalità della campagna o nel metodo scelto per coinvolgere gli utenti. Il vero plus della campagna sta nella storia di Hilda, che si lega alla storia di tutti. Perchè le storie piacciono a tutti, soprattutto se sono belle… E perchè sfido chiunque a non avere ricordi legati ad una Renautl 4!

Edison e le Olimpiadi di Martin Castrogiovanni

Cosa ci fa Martin Castrogiovanni, atleta della nazionale italiana rugby, tra pallavoliste, ginnaste, nuotatori, canottieri? Semplice cerca di andare alle Olimpiadi di Londra 2012.

Il rugby, infatti, sarà sport olimpico nella sua versione “a 7” solo a partire da Rio De Janeiro 2016 (prossima edizione dopo Londra 2012), per cui Martin Castrogiovanni e company dovranno aspettare altri 4 anni prima di partecipare alla più importante rassegna sportiva del pianeta.

 

Ecco allora il simpatico pilone della Nazionale di rugby intrufolarsi nelle altre compagini azzurre alla ricerca di un posto alle Olimpiadi. Testimonial di Edison, Castrogiovanni ha girato una serie di spot che accompagnano tutti gli italiani nel percorso di avvicinamento a Londra 2012 (27 luglio giorno d’inizio).

 

Il primo spot trasmesso vede Martin Castrogiovanni cimentarsi nella pallavolo sotto l’attenta guida di Simona Gioli. Sommerso di schiacciate e battute non lesina comunque di inserire elementi rugbistici come la palla sottratta a rete e portata in meta e l’alzata di una giocatrice a muro. Elementi rugbistici che ritornano anche nel secondo spot in cui Castro, come viene affettuosamente chiamato dai fan, si dà alla ginnastica ritmica: tra nastri, cerchi e palloni Martin Castrogiovanni affronta con autoironia gli spot Edison.

Il terzo spot, uscito proprio in questi giorni, riprende Martin Castrogiovanni che si lancia in piscina per partecipare ad una sfida di pallanuoto sotto gli occhi attenti del nazionale Maurizio Felugo, atleta del Sette Bello.

E il risultato è magistrale: simpatia, tenerezza, ilarità trapelano dagli spot, lasciando anche intuire che Martin Castrogiovanni alle Olimpiadi ci vorrebbe proprio essere.

 

La campagna Edison, sponsor della Squadra Olimpica, grazie alla naturalezza ed alla simpatia suscitata dall’intervento di Martin Castrogiovanni sta ottenendo un successo virale nel web ed in particolare nei social media dove si diffonde a macchia d’olio, condivisa e ripubblicata da migliaia di fan.

 

Il suo punto di partenza sta, infatti, nei social: video, immagini e post sono partiti dai social per poi approdare nei media tradizionali. Attraverso profilo facebook, twitter e youtube Edison inserisce ogni giorno nuovi contenuti sulle nazionali azzurre che partecipano ai giochi e sui metodi “inventati” da Castro per approdare a Londra 2012.

 

Eccovi le pagine social di Edison:

http://www.facebook.com/EdisonS.p.a

http://twitter.com/#!/edisonnews

 

 

#vitainsantafe – ovvero: cosa diavolo state facendo

“Un Cuore che Batte” è lo slogan che abbiamo scelto per contraddistinguerci, e se l’abbiamo scelto è anche perché vogliamo ricordare sempre e a tutti che prima di tutto siamo persone, e che lavoriamo con passione, mettendoci il cuore. Proprio per questo oggi ho scelto di raccontarvi quello che ognuno di noi sta facendo in agenzia in questo preciso momento. I progetti attualmente in essere sono tanti e sono anche molto diversi tra di loro.  Spaziano dai lavori di grafica pura allo sviluppo di siti web, dall’impaginazione alla produzione editoriale.

Stiamo testando l’hashtag #vitainsantafe per darvi un canale di aggiornamento su quello che succede qui dentro. Saremo i secondi dopo la nascar ad avere la nostra pagina hashtag su twitter 🙂

In grafica

Giorgia sta lavorando ad una newsletter per Creativa Piscine, piccola ma attivissima azienda che assieme alla consociata Creativa Giardini sta creando delle offerte estive imperdibili.

Michele è alle prese con gli scatti per realizzare poi delle schede prodotto per Arca Astucci, un’azienda del gruppo Morellato che produce astucci e scatole per gioiellerie.

Valentina sta lavorando alla creatività del nuovo logo di Breton in occasione del suo Cinquantesimo anniversario.

Nel pomeriggio Giorgia, Michele ed Enrico andranno da Veneta Cucine per parlare con il cliente dello shooting fotografico da realizzare il prossimo mese.

Il web

Per quanto riguarda la divisione web, invece, i nostri sviluppatori sono alle prese con diversi lavori (per scaramanzia i link li metterò a pubblicazione avvenuta =P)

Alberto in questi giorni è impegnato nel restyling di una elegantissima boutique di moda che accoglie i suoi clienti in quel di Salò. Quando sarà pronto ve lo faremo vedere

Antonio è alle prese con lo sviluppo del database di un e-commerce da implementare nel sito aziendale del nostro cliente

Marco sta sviluppano l’interfaccia grafica per un software preposto alla gestione di parchi di divertimento.

Ilaria, l’ultima arrivata, coordina la reputazione web del Gruppo e dei nostri clienti, oltre che tenderci agguati per immortalarci nelle foto più strane da mettere sulla nostra pagina Facebook.

Tutto il resto

La futura mamma Cristina, invece, sta preparando il piano editoriale per il numero estivo dell’House Organ di Centro Marca Banca, facendo i salti mortali tra articolisti, ufficio marketing e correzioni di bozze.

Poi c’è Betty che in amministrazione combatte quotidianamente con la burocrazia dei contratti, mentre Enrico…

Enrico è meglio che stia sempre fuori a vendere 😉

Molti si chiederanno: e tu, cosa stai facendo?

Il lavoro più bello del mondo: coordino tutto.

E poi penso ai prossimi progetti: packaging per prodotti Aquam e Quando è, piccolo e-commerce monoprodotto, lo sviluppo di una startup di un cliente, testare il sistema di ticketing interno, sistemare i video del sito di Europe Chess Promotion

O almeno lo farò fino a che non andrò via di testa =)

Ma c’è ancora spazio per altri clienti, venghino siore e siori

Il mondo visto dalla telecamere di sorveglianza.

Chi ci segue anche su facebook avrà notato che qualche giorno fa sulla nostra bacheca ho pubblicato un video virale realizzato dalla Coca Cola che mi ha colpito subito moltissimo. Si tratta di un mix di immagini emozionanti ed originali riprese dalle telecamere di sorveglianza. Quelle che, per intenderci, di solito riprendono terremoti, attentati, rapine, inseguimenti e chi più ne ha più ne metta. In questi casi le telecamere di sorveglianza diventano preziosissimi alleati dei telegiornali, ma in questo caso la Coca Cola ha deciso di cambiare il punto di vista e di mostrare quello che iene ripreso dalle telecamere di sorveglianza e che di solito non viene mostrato.


Baci rubati, abbracci, sorrisi, scherzi, momenti di passione, gesti di gentilezza sono i protagonisti di un video che in 10 giorni ha incassato oltre 4 milioni di visualizzazioni su Youtube, a dimostrazione del fatto che “guardare il mondo in modo diverso” (come invita a fare lo slogan dello spot) è molto più bello e divertente che fermarsi a ciò che ci mostrano ogni giorno.
Viviamo sotto l’occhio vigile delle telecamere, ormai lo sappiamo tutti, ma il bello di queste immagini sta anche nel fatto che, pur essendo consapevoli del “Grande Fratello” che ci spia, niente al mondo potrebbe toglierci il piacere di gesti così spontanei ed inaspettati…
Se ci penso, ho vissuto più di qualche momento bellissimo che potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ma alla fine… Chissenefrega?

E ora… Godetevi la bellezza del mondo visto dalla telecamere di sorveglianza!

http://youtu.be/auNSrt-QOhw

 

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