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	<title>Gruppo Santa Fe</title>
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	<description>Un cuore che batte</description>
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		<title>Fratello, dove sei? Grazie a Places lo sai</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti è mai capitato di andare a un concerto, divertirti come un pazzo e poi, qualche giorno dopo, sapere da un amico che era lì ma non l’hai visto ed esclamare “ma c’eri anche tu?!?”, con un po’ di dispiacere per non averlo incontrato sul posto? A me sì, molte volte, ed è veramente frustrante… [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/places2.jpg" rel="shadowbox[post-1254];player=img;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1264" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/places2-300x119.jpg" alt="" width="450" height="180" /></a></p>
<p>Ti è mai capitato di <strong>andare a un concerto</strong>, divertirti come un pazzo e poi, qualche giorno dopo, sapere da un <strong>amico </strong>che <strong>era lì ma non l’hai visto</strong> ed esclamare “ma c’eri anche tu?!?”, con un po’ di dispiacere per non averlo incontrato sul posto? A me sì, molte volte, ed è veramente frustrante… Ma con <strong><a href="http://www.facebook.com/places/" target="_blank">Facebook Places</a></strong> tutto questo potrà cambiare!</p>
<p><strong>Places </strong>è la nuova funzione di <strong>geo-localizzazione </strong>del colosso americano, che permetterà di condividere con gli amici informazioni circa i <strong>luoghi e i locali in cui ci si trova</strong>, che cosa si sta facendo lì e altri commenti. Esso è <strong>già attivo in America</strong>, ma sarà esteso presto in tutto il mondo, Italia compresa.<span id="more-1254"></span></p>
<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/places-facebook.jpg" rel="shadowbox[post-1254];player=img;"><img class="alignright size-medium wp-image-1269" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/places-facebook-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a>Ecco cosa si potrà fare se si possiede un <strong>dispositivo mobile</strong> adatto, come uno smartphone:</p>
<ol>
<li>Far sapere ai propri amici <strong>dove ci si trova</strong> in un certo momento. Accedendo a Facebook Places e usando il pulsante <strong>“Check-in”</strong> è possibile vedere una <strong>lista</strong> di luoghi vicini a dove ci si trova, e scegliere <strong>quello in cui si è</strong> effettivamente. Dopo il check-in, le <strong>informazioni </strong>sulla tua posizione saranno visibili sulla tua <strong>bacheca </strong>e tra le <strong>notizie </strong>degli amici. Loro le vedranno e sapendo che sei, che so, alla Festa del Prosecco, magari correranno a brindare con te.</li>
<li>Accertarsi se <strong>qualcuno dei propri amici si trova nello stesso posto</strong> in cui si è. Nell’apposita sezione, si potrà controllare se qualche amico ha <strong>effettuato un check-in</strong> nello stesso posto di recente. La prossima volta che andrai in <strong>vacanza </strong>o alla Sagra della Polenta potrai sapere se qualcuno che conosci è nei paraggi!</li>
<li><strong>Lasciare commenti</strong> sulla propria esperienza in un locale, e leggere quelli <strong>lasciati dagli altri</strong> che ci sono stati. Se molti dei tuoi amici hanno apprezzato un <strong>ristorante </strong>in cui si mangia come suini a poco prezzo, perché non farci un salto?</li>
<li><strong>Taggare chi si trova in un luogo insieme a te</strong>. Sarà come se anche queste persone avessero effettuato il check-in, tutti sapranno che sono lì. Può rivelarsi <strong>spiacevole </strong>taggare il tuo compagno di bagordi mentre si dimena in un night club all’insaputa della fidanzata, ma in ogni caso le <strong>opzioni relative alla privacy</strong> dovrebbero scongiurare del tutto questa evenienza.</li>
</ol>
<p>Di certo, questa nuova applicazione dischiude nuove e interessantissime possibilità anche sotto il profilo del <strong>marketing</strong>. Essa fornirà altre <strong>informazioni </strong>a chi lavora in questo campo  (soltanto se uno decide di condividerle, ovviamente), che saranno utili per plasmare e indirizzare una <strong>comunicazione </strong><strong>ancora più utile e rilevante</strong> verso il consumatore, in una direzione del tutto opposta rispetto alla vecchia e noiosa pubblicità.</p>
<p>Anche i <strong>gestori di eventi e locali</strong> potranno beneficiarne direttamente, con <strong>iniziative </strong>per guadagnare nuovi clienti e premiare quelli più fedeli. Magari il tuo barista ti <strong>offrirà uno spritz</strong> ogni dieci check-in che effettuerai nel suo locale, assicurandosi così la tua eterna fedeltà! (Sempre che ce ne sia bisogno).</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F09%2F01%2Ffratello-dove-sei-grazie-a-places-lo-sai%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Non è una gomma, non è una caramella&#8230; È un&#8217;opera d&#8217;arte!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 10:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[chupa chups]]></category>
		<category><![CDATA[enric bernat]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so voi, ma io quando vedo tutti quei Chupa-Chups spuntare dal loro espositore come funghetti colorati non riesco a resistere. Non ho detto funghetti a caso: pur non essendo allucinogeni, per me quei dolci sono una vera droga! Non resisto, dicevo, ne compro sempre qualcuno da mangiare subito o da tenere in tasca per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/chupachupslogo.jpg" rel="shadowbox[post-1211];player=img;"><img class="alignright size-medium wp-image-1213" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/chupachupslogo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Non so voi, ma io quando vedo tutti quei <strong><a href="http://www.chupachups.com/" target="_blank">Chupa-Chups</a></strong> spuntare dal loro espositore come <strong>funghetti colorati</strong> non riesco a resistere. Non ho detto funghetti a caso: pur non essendo allucinogeni, per me quei dolci sono <strong>una vera droga</strong>! Non resisto, dicevo, ne compro sempre qualcuno da mangiare subito o da tenere in tasca per mangiarlo quando ho bisogno di un dolce conforto:) E sono anche fortunato, perché a volte la mia <strong>barista di fiducia</strong> me li regala (forse per riconoscenza, visto che spendo da lei buona parte del mio stipendio?? Mah&#8230; Chissà…).</p>
<p>Comunque, non so se tutti voi conoscete la <strong>storia </strong>di questa caramella. Ve la racconto.<span id="more-1211"></span> I Chupa-chups nacquero dal genio di un <strong>imprenditore spagnolo</strong>, per la precisione di Barcellona. Si chiamava <strong>Enric Bernat</strong>, e non era un produttore di dolci qualunque. Infatti, quando negli <strong>anni Cinquanta</strong> aprì la sua attività, si mise a fare una vera e propria analisi di mercato sul mondo dei dolci. Scoprì che quando i bambini mangiavano le caramelle i loro genitori impazzivano perché i pargoletti, scartandole, si <strong>impiastricciavano </strong>tutti.</p>
<p>Da questa osservazione la <strong>geniale trovata</strong>. Enric decise di produrre delle <strong>caramelle in cima a un bastoncino</strong> di legno (che sarebbe poi stato sostituito dalla plastica), per evitare ai bambini di sporcarsi e far felici anche i genitori. All’inizio il nome di questi dolci era <strong>Gol</strong>, poiché ricordavano la forma di un pallone da calcio. Ma nel 1958 esso fu cambiato in <strong>Chupa-Chups</strong>, dal verbo spagnolo “<strong>chupar</strong>”, che significa leccare.</p>
<p>Enric Bernat fu un vero talento nel <strong>marketing</strong>. Egli decise che i suoi dolci dovevano essere tenuti in luoghi <strong>direttamente accessibili ai bambini</strong>, ad esempio vicino alle casse, e non dietro al bancone. Nel 1969, Bernat volle <strong>ravvivare l’identità </strong>del suo prodotto. Per realizzare un nuovo <strong>logo </strong>si rivolse nientemeno che a un genio dell’arte come <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dal%C3%AD" target="_blank">Salvador Dalì</a></strong>, che durante un pranzo lo <strong>scarabocchiò su un giornale</strong> nel giro di un’ora. Nacque così l’inconfondibile <strong>nuvoletta</strong>, vera e propria icona pop e simbolo di spensierata giocosità, a cui si accompagnò lo slogan “És rodó i dura molt” (è rotondo e dura molto, in catalano).</p>
<p>E così, il leggendario lecca-lecca si è mantenuto giovane e arzillo fino a oggi, festeggiando i suoi <strong>cinquant’anni</strong> nel 2008 con un <strong>mega concerto</strong> a Barcellona in partnership con Mtv. Arzillo è dire poco, visto l’<strong>advertising spigliato</strong> che ha contraddistinto la marca negli ultimi tempi! Chi non conosce <strong>Mr. Chuck</strong>, il pupazzo degli spot demenziali di Chupa-chups? Eccovi una delle sue interpretazioni migliori, gustatevela!</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rp1SW2VLNBY">www.youtube.com/watch?v=rp1SW2VLNBY</a></p></p>
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		<title>Minimum fax: il piacere di leggere si coltiva in rete</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è momento migliore delle vacanze per dedicarsi a rilassanti letture in tutta tranquillità. Conoscete  Minimum Fax? È una casa editrice giovane ma molto vivace. Realtà romana fondata nel 1993 da Marco Cassini e Daniele Di Gennaro, è cresciuta presto grazie a scelte editoriali illuminate. Non ultima, la ritraduzione e riproposizione di un grande scrittore americano come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/minfax.jpg" rel="shadowbox[post-1189];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-1191" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/minfax.jpg" alt="" width="150" height="93" /></a>Non c&#8217;è momento migliore delle vacanze per dedicarsi a rilassanti letture in tutta tranquillità. Conoscete  <a href="http://www.minimumfax.com/" target="_blank"><strong>Minimum Fax</strong></a>? È una <strong>casa editrice giovane</strong> ma molto vivace. Realtà romana fondata nel <strong>1993 </strong>da <strong>Marco Cassini</strong> e <strong>Daniele Di Gennaro</strong>, è cresciuta presto grazie a scelte editoriali illuminate. Non ultima, la ritraduzione e riproposizione di un grande scrittore americano come <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raymond_Carver" target="_blank">Raymond Carver</a></strong>, prima quasi dimenticato, a cui hanno dedicato un’intera collana. Oggi il <a href="http://www.minimumfax.com/libri/catalogo" target="_blank">catalogo</a> di Minimum Fax può contare su proposte di tutto rispetto, includendo titoli di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Foster_Wallace" target="_blank">David Foster Wallace</a></strong>, giovani scrittori, senza dimenticare <strong><a href="http://www.minimumfax.com//libri/scheda_libro/465" target="_blank">Acqua in bocca</a></strong>, ultimo libro scritto a quattro mani da <strong>Camilleri e Lucarelli</strong>.</p>
<p>Per quanto concerne la presenza in rete dell&#8217;editore, trovo che il <strong><a href="http://www.minimumfax.com/" target="_blank">sito web</a></strong> sia davvero ben fatto.<span id="more-1189"></span> A mio avviso se ne apprezza la <strong>chiarezza</strong>, sin dalla home page, in cui sono evidenti al primo sguardo le sezioni principali del sito grazie all’impiego accorto e ordinato di <strong>cornici</strong> e <strong>campi colorati</strong>.</p>
<p>Non starò ora a soffermarmi sulle singole sezioni del sito, lascio a voi il piacere di esplorarle. Voglio parlare però di come Minimum Fax si colloca nell’<strong>ambiente 2.0</strong>. La punta di diamante, sotto questo profilo, è senza dubbio <em><a href="http://minimaetmoralia.minimumfax.com/" target="_blank">Minima et moralia</a></em>, il <strong>blog </strong>ufficilae. Si tratta di un <strong>blog culturale</strong> molto interessante, aggiornato di frequente con articoli di un certo <strong>spessore</strong>, che richiedono impegno e attenzione per essere letti. Anche perché redatti, appunto, come <strong>articoli tradizionali</strong>, senza separazione tra i diversi paragrafi. Tra le firme si annoverano giovani autori come <strong><a href="http://www.minimumfax.com/libri/scheda_autore/283" target="_blank">Nicola Lagioia</a></strong> e <strong><a href="http://www.minimumfax.com/libri/scheda_autore/324" target="_blank">Francesco Pacifico</a></strong>.</p>
<p>Anche la <strong><a href="http://www.facebook.com/edizioniminimumfax?v=wall" target="_blank">pagina Facebook</a></strong> si fa apprezzare per una certa dinamicità. Gli iscritti, grazie a essa, possono rimanere aggiornati sulle <strong>nuove proposte</strong> del catalogo e sugli <strong>eventi culturali</strong> romani (e non solo) a cui la casa editrice partecipa con i suoi autori. Poi vengono postati gli <strong>articoli del blog</strong> mano a mano che escono. Questi però compaiono solo sotto forma di anteprima senza essere quasi mai forniti di un breve “<strong>cappello</strong>”, che sarebbe utile per <strong>attirare l’attenzione</strong> al di là del titolo.</p>
<p>Un altro aspetto a lasciarmi perplesso è la <strong>scarsa risposta</strong> da parte dell’amministrazione della pagina agli interventi dei fan, quando lasciano <strong>commenti e interventi</strong> in bacheca. Sarebbe utile, a mio avviso, maggior <strong>partecipazione </strong>per stimolare la conversazione attorno agli argomenti. Non mi convince nemmeno il fatto che il <strong><a href="http://twitter.com/minimumfax" target="_blank">profilo Twitter</a></strong> sia usato quasi esclusivamente per <strong>inviare link</strong>, perché ciò lo rende sterile. Il <strong>potenziale </strong>però c’è tutto, viste le tante persone che seguono la casa editrice nei social network. Si tratta di un <strong>ottima base</strong> per costruire ancor più <strong>visibilità e  movimento</strong> con questi strumenti, che però va <strong>coltivata </strong>con un po’ più di socievolezza e dialogo da parte di chi li gestisce.</p>
<p>E ora&#8230; A noi! Voglio assolutamente sapere <strong>che libri avete letto o state leggendo</strong> durante le vostre meritate vacanze! E poi vi dirò i miei&#8230; Ehi, l&#8217;argomento mi interessa molto, quindi voglio una <strong>valanga di commenti</strong>! Non deludetemi;)</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F08%2F18%2Fminimum-fax-il-piacere-di-leggere-si-coltiva-in-rete%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>La (finta) storia di una modella tossicomane. Caduta e rinascita su Facebook</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 10:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vivienne Stevenson]]></category>

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		<description><![CDATA[Finora non avevo mai visto una cosa del genere. Si tratta di una campagna messa in atto da un centro di riabilitazione dalle dipendenze, il Chabad Addiction Rehabilitation Center. L’istituto ha sfruttato la piattaforma Facebook in un modo innovativo e molto molto interessante, a prescindere dalla riuscita e dalla concreta realizzazione di questa sua campagna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/drug.jpg" rel="shadowbox[post-1169];player=img;"><img class="alignright size-medium wp-image-1175" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/drug-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Finora non avevo <strong>mai visto</strong> una cosa del genere. Si tratta di una campagna messa in atto da un centro di riabilitazione dalle dipendenze, il <strong>Chabad Addiction Rehabilitation Center</strong>. L’istituto ha sfruttato la piattaforma <strong>Facebook </strong>in un modo innovativo e molto molto interessante, a prescindere dalla riuscita e dalla concreta realizzazione di questa sua <strong>campagna</strong>. Che cosa hanno pensato di così <strong>brillante</strong>? Ve lo dico subito!<span id="more-1169"></span></p>
<p>In parole semplici, hanno utilizzato un <strong>profilo Facebook</strong> già esistente, quello di una <strong>bionda modella</strong> di nome <strong><a href="http://www.facebook.com/viviennethegirl?ref=ts" target="_blank">Vivienne Stevenson</a></strong>. Questa ragazza, popolare e ovviamente carina, ha cominciato a raccontare attraverso il suo profilo la sua <strong>esperienza lavorativa</strong> presso una non meglio identificata agenzia. Questo lavoro l’ha portata a <strong>conoscere persone nuove</strong>, a trovare un nuovo fidanzato, e, soprattutto, ad adottare un nuovo <strong>stile di vita alla Trainspotting</strong>.</p>
<p>Ben presto hanno cominciato ad apparire in bacheca <strong><a href="http://www.facebook.com/album.php?id=100001172512292&amp;aid=2028&amp;s=0&amp;hash=0c629809d67e5986f3d796814de42af3" target="_blank">fotografie fin troppo eloquenti</a></strong>, con la donzella alle prese con <strong>birre, righe di coca e canne</strong> delle dimensioni di un manganello. Altre foto la ritraggono mentre <strong><a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=402&amp;id=100001112555980&amp;ref=mf" target="_blank">vomita nel water</a></strong>, apparentemente strafatta. Ovviamente questi post hanno cominciato ad <strong>allarmare i contatti </strong>Facebook della ragazza, come amici e parenti (veri o realizzati ad hoc?), che hanno espresso preoccupazione attraverso messaggi e commenti.</p>
<p>Alla fine la bella Vivienne ha deciso di <strong>voltare pagina</strong> e rivolgersi al centro Chabad per <strong>disintossicarsi</strong> e riprendersi la propria vita, celebrando la scelta sul suo profilo e suscitando l’approvazione di tutti.</p>
<p>Ecco il video che illustra idea e realizzazione della campagna:</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G0X8_AIBjNg?fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/G0X8_AIBjNg?fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Bene, dando un’occhiata allo sviluppo della faccenda si annusa un certo <strong>odore di artificialità</strong>, dato dalle foto e dai commenti dei presunti amici e familiari. Tutto sembra <strong>un po’ troppo patinato</strong>, a dire il vero. E quel mare di bottiglie Heineken con l’etichetta bene in vista è lì per caso? Ma forse questa impressione mi sorge ora, sapendo che si tratta di una campagna fatta ad hoc&#8230;</p>
<p>Comunque, a prescindere dal modo in cui è stata realizzata nel concreto, l’<strong>idea</strong> che sta alla base della campagna è veramente <strong>originale </strong>e costituisce un esempio per molte altre attuazioni. Avevate mai visto qualcosa di simile? L’unico dubbio che mi sorge riguarda il fatto che Facebook permetta un <strong>utilizzo non cristallino dei profili</strong> al suo interno, tutt’altro che in linea con il credo sempre professato dal social network di Zuckerberg.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F08%2F11%2Fla-finta-storia-di-una-modella-tossicomane-caduta-e-rinascita-su-facebook%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Oliviero Toscani arruola il social web nella battaglia contro il degrado</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 10:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il web 2.0 si erge a difesa del paesaggio italiano. Le scelte edilizie, lungo tutta la penisola, stanno minacciando di cambiare in modo irreversibile il paesaggio che ci ha fruttato la nomea di Bel Paese. Oliviero Toscani, fotografo e creativo di fama mondiale, ha dato vita a un nuovo progetto per la salvaguardia del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/npi.jpg" rel="shadowbox[post-1155];player=img;"><img class="alignright size-medium wp-image-1156" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/npi-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a>Il <strong>web 2.0</strong> si erge a difesa del paesaggio italiano. Le <strong>scelte </strong><strong>edilizie</strong>, lungo tutta la penisola, stanno minacciando di cambiare in modo irreversibile il <strong>paesaggio </strong>che ci ha fruttato la nomea di <strong>Bel Paese</strong>. <strong><a href="http://www.olivierotoscani.it/" target="_blank">Oliviero Toscani</a></strong>, fotografo e creativo di fama mondiale, ha dato vita a un nuovo <strong>progetto</strong> per la salvaguardia del nostro patrimonio paesaggistico, a cui tutti i cittadini sono stati chiamati a partecipare. L’iniziativa, nominata <strong><a href="http://www.nuovopaesaggioitaliano.it/" target="_blank">Nuovo Paesaggio Italiano</a></strong>, ha coinvolto <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Settis" target="_blank">Salvatore Settis</a></strong>, direttore della Scuola Normale di Pisa, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi" target="_blank">Vittorio Sgarbi</a></strong>, il <strong><a href="http://www.fondoambiente.it/" target="_blank">Fai</a> </strong>e il gruppo <strong><a href="http://www2.terramoretti.it/home1600.html" target="_blank">Terra Moretti</a></strong>.</p>
<p>Ecco di che si tratta.<span id="more-1155"></span> Chiunque sia in possesso di una <strong>fotocamera</strong>, anche quella di un semplice telefonino, può inviare ai responsabili le proprie foto per «<strong>documentare il degrado</strong> in cui viviamo e le infinite brutture, gli sbagli, gli scempi che hanno devastato e continuano a devastare l’Italia». I lavori saranno poi esposti in una serie di <strong>mostre </strong>e potranno partecipare a un <strong>concorso</strong> fotografico.</p>
<p>La prima mostra è già stata realizzata a Suvereto (LI), presso l’imponente <strong><a href="http://www.petrawine.it/" target="_blank">cantina Petra</a></strong> nelle colline della Maremma, progettata dall’architetto svizzero Mario Botta. In questa occasione le immagini sono andate a comporre un <strong><a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=20709&amp;id=128709240481386#!/album.php?aid=20709&amp;id=128709240481386" target="_blank">mega-murales a forma di spirale</a></strong>, lungo parecchi metri.</p>
<p>Cosa ancor più importante, le foto potranno costituire un vero e proprio <strong>archivio multimediale</strong> in grado di documentare lo sviluppo edilizio italiano. Come recita il manifesto di Nuovo Paesaggio Italiano, il progetto mira a rendere la fotografia «Vera arte non da appendere ai muri, ma <strong>memoria storica</strong> dell’umanità».</p>
<p>Con questa proposta sarà possibile dare man forte a tutti coloro che vogliono <strong>fare qualcosa</strong> per arginare le ferite inferte al territorio del nostro Paese, e nel contempo <strong>sensibilizzare </strong>sul modo in cui si evolve un paesaggio che, in definitiva, appartiene a ognuno di noi. Ecco un chiaro esempio di come <strong>personalità di spicco e gente comune</strong> possano costituire una sinergia molto potente, sulle ali degli <strong>strumenti </strong>messi a disposizione dal web sociale, in grado di far sentire e amplificare la voce di tutti.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F08%2F04%2Foliviero-toscani-arruola-il-social-web-nella-battaglia-contro-il-degrado%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>La Santa Fe rompe le righe! Le nostre mete per le ferie:)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agosto è alle porte, ed è giunto il tempo di concedersi delle meritate vacanze! Anche dei lavoratori tenaci e infaticabili come noi della Santa Fe abbiamo bisogno di una pausa per recuperare le forze. Il rompete le righe è imminente, e siamo tutti impazienti di fare le valige e migrare nei più remoti angoli d’Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://fav.me/d1b6ms9" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1231 alignright" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/beach-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>Agosto </strong>è alle porte, ed è giunto il tempo di concedersi delle meritate <strong>vacanze</strong>! Anche dei lavoratori tenaci e infaticabili come noi della <strong><a href="http://www.grupposantafe.it/" target="_blank">Santa Fe</a></strong> abbiamo bisogno di una pausa per recuperare le forze. Il <strong>rompete le righe</strong> è imminente, e siamo tutti impazienti di <strong>fare le valige</strong> e migrare nei più remoti angoli d’Italia e d’Europa a divertirci come<strong> </strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Andrea-Pettoello/" target="_blank"><strong>Zio</strong></a> comanda!</p>
<p><strong>Siete curiosi</strong> di sapere dove andremo a far riposare i nostri <strong>cervelli ormai fumanti</strong>? Vi accontento subito!<span id="more-1219"></span></p>
<p><a href="http://fav.me/de2cj9" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1222 alignleft" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/scotland-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Già da molto tempo <strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Matteo-Miotto/" target="_blank">Matteo</a></strong><strong> </strong>è in fermento per la sua sortita in <strong>Scozia</strong>, dove si perderà nel colore smeraldo della campagna e in quello ambrato dello <strong>scotch whisky</strong>. La guida a sinistra non lo spaventa: con una macchina a noleggio percorrerà le <strong>Highlands </strong>alla scoperta delle più rinomate <strong>distillerie</strong>, veri e propri scrigni di piacere per un bon vivant come lui.</p>
<p>La bussola di <strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Dejan-Kovacevic/" target="_blank">Dejan</a></strong><strong> </strong>punterà a nord, verso la <strong>terra dei tulipani</strong>. Il suo mezzo sarà il treno, che lo porterà attraverso la <strong>Germania </strong>e poi alla scoperta dell’<strong>Olanda</strong>, senza tappe prefissate, ma scendendo al volo quando il mondo al di là del finestrino stimolerà l’<strong>ispirazione</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://fav.me/d22dwrz" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1225 alignright" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/dance-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Francesco-Vian/" target="_blank">Francesco</a></strong><strong> </strong>si tufferà in una vacanza scandita dal <strong>ritmo battente</strong> della disco, nel regno della movida italiana: <strong>Rimini e la sua riviera</strong> saranno il teatro delle sue lunghe notti sfrenate al sapore di <strong>mojito</strong>. Vedremo se, tra una discoteca e un lounge bar, riuscirà a mettere piede anche in <strong>spiaggia</strong>!</p>
<p>Di tutt’altro genere la vacanza di <strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Cristina-Tronchin/" target="_blank">Cristina</a></strong>, che per ricaricare le batterie ha scelto un agriturismo a <strong>Foligno</strong>, nel cuore dell’Umbria. Qui potrà <strong>rilassarsi </strong>tra dolci colline cosparse di ulivi, e respirare <strong>storia e arte</strong> ad ampie boccate negli antichi borghi medievali.</p>
<p><strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Michele-Spinnato/" target="_blank">Michele</a></strong><strong> </strong>“sbarcherà” sulla costa inglese dove farà base nella ventosa <strong>Brighton</strong>, a casa di un amico in viaggio di studio. Da lì visiterà i dintorni e ovviamente <strong>Londra</strong>, cuore della cool-britannia.</p>
<p><a href="http://fav.me/d2ehz85" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1228 alignleft" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/Santorini-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>La meta di <strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Alvise-Palma/" target="_blank">Alvise</a></strong><strong> </strong>si trova nel mezzo del <strong>mare Egeo</strong>. È <strong>Santorini</strong>, la paradisiaca isola greca circondata dall’azzurro più denso, in cui perdersi sognanti tra vicoli racchiusi da <strong>bianchi edifici</strong>. Mi par già di vederlo, seduto a un tavolo <strong>vista mare</strong> in dolce compagnia, a godersi un piatto di <strong>pesce </strong>con del fresco <strong>vino bianco</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Andrea-Pettoello/" target="_blank">Andrea</a></strong><strong> </strong>salperà con la sua <strong>barca </strong>alla volta delle <strong>coste croate</strong>. Doppiando i siti più frequentati, se ne andrà alla ricerca di una <strong>baia deserta</strong> in cui gettare l’ancora e dedicarsi al <strong>relax</strong> più assoluto. Conoscendo la sua grande passione per la <strong>fotografia </strong>(anche subacquea), al nostro ritorno mi aspetto una valanga di splendide foto del suo viaggio.</p>
<p><strong><a href="http://fav.me/d1bro6e" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1239" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/lep-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.grupposantafe.it/staff/Paolo-De-Riz/" target="_blank">Io</a></strong><strong> </strong>mi rifugerò in <strong>Irlanda</strong>, pellegrinaggio che ogni devoto di <strong>San Patrizio</strong> (patrono della birra) deve compiere almeno una volta nella vita. Tra poco più di dieci giorni partirò con gli amici con destinazione <strong>Dublino</strong>, la magica città di <strong>James Joyce</strong>. Ci aspetta un ostello, niente lusso ma (spero) molta <strong>avventura</strong>!</p>
<p>Ora sapete dove ce ne andremo a passare la nostra <strong>preziosa parte di estate</strong>. Adesso però tocca a voi soddisfare la mia <strong>curiosità</strong>… <strong>Commentate</strong> qui sotto e fatemi sapere <strong>dove andrete</strong> a trascorrere le tanto agognate ferie! Magari qualcuno di voi ha la nostra <strong>stessa meta</strong>??</p>
<p><strong>Buon divertimento</strong> da parte mia e di tutti i ragazzi del <strong>Gruppo Santa Fe</strong>!</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F07%2F30%2Fla-santa-fe-rompe-le-righe-le-nostre-mete-per-le-ferie%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Best fan pages: Mini</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 10:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mondo dell’auto, Mini è sicuramente uno dei brand che hanno alle spalle un insieme di valori molto ben riconoscibile e delineato. Si tratta di un marchio decisamente glamour, che piace molto ai giovani e in particolar modo alle donne (noi maschietti abbiamo capito che conviene sbirciare dentro a una Mini quando passa, perché spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/mini.jpg" rel="shadowbox[post-1142];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-1143" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/mini.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Nel mondo dell’auto, <strong><a href="http://www.mini.com/mini_worldwide/mini_worldwide.html" target="_blank">Mini</a></strong> è sicuramente uno dei brand che hanno alle spalle un <strong>insieme di valori </strong>molto ben riconoscibile e delineato. Si tratta di un marchio decisamente <strong>glamour</strong>, che piace molto ai giovani e in particolar modo alle donne (noi maschietti abbiamo capito che conviene sbirciare dentro a una Mini quando passa, perché spesso c’è di che gustarsi gli occhi:-))</p>
<p>Quando si sceglie di acquistare una Mini si entra in possesso di un oggetto in grado di dare una bella svolta al proprio <strong>stile</strong>, grazie a tutte le connotazioni che trascina con sé. Quest’auto è un distintivo eloquente, sfoggiato da chi appartiene a un <strong>club esclusivo</strong>, fatto di gente giovane che <strong>ama divertirsi</strong> e ha i mezzi per farlo. Allo stesso tempo, ci sono un sacco di persone che aspirano a diventare un giorno parte di questo club.<span id="more-1142"></span></p>
<p>Il <strong>senso di appartenenza</strong> è la traccia lungo cui si sviluppa pure la <strong><a href="http://www.facebook.com/MINI?ref=ts" target="_blank">pagina Facebook ufficiale</a></strong> del marchio. Quando vi si arriva si è accolti in una welcome tab, che a mio avviso funziona bene nella sua essenzialità. L’invito a <strong>diventare fan</strong> per entrare nella community è lampante in primo piano. Poi si spinge il nuovo arrivato a partecipare attivamente, condividendo esperienze, storie e contenuti con gli altri aficionados. La fan page diventa così un <strong>raduno permanente</strong> di estimatori e possessori di Mini, che possono esprimere il loro entusiasmo, scambiarsi opinioni e chiedere consigli agli altri fan.</p>
<p>Gli <strong>amministratori </strong>della pagina mantengono aggiornati gli iscritti con <strong>notizie </strong>legate al mondo Mini (tra le più recenti, la futura <a href="http://www.auto.it/autosprint/rally/2010/07/27-5713/La+Mini+nel+mondiale+del+2011" target="_blank">partecipazione</a> del marchio al campionato mondiale di rally). Ma, a parte questo, siamo di fronte a un chiaro esempio di <strong>comunità </strong><strong>che si auto-alimenta</strong> grazie alle <strong>storie </strong>di chi ne fa parte e all’<strong>interazione</strong> tra fan. Una prova eloquente è costituita dalle <strong><a href="http://www.facebook.com/MINI?v=photos&amp;ref=ts" target="_blank">foto</a></strong><strong> </strong>inserite dai possessori di Mini, davvero tantissime (quasi 2700).</p>
<p>Penso che in questo caso sia raggiunto uno degli <strong>obiettivi </strong>a cui un’azienda dovrebbe tendere nel social web. Quello cioè di dare vita a una <strong>comunità</strong> di persone entusiaste nei confronti del brand, un luogo di condivisione in grado di alimentarsi per buona parte da se attraverso la <strong>conversazione</strong>. Ovviamente non tutti i marchi posseggono la <em>physique du rôle</em> adatta a raggiungere un risultato di questo tipo. A volte invece potrebbero anche averla, ma il loro <strong>potenziale</strong> non è ancora sfruttato a dovere. In questo caso un’intelligente e ben pianificata <strong>gestione della comunità</strong> nell’universo social, in grado di svilupparsi all’interno di un’efficace <strong>cornice valoriale</strong>, può dimostrarsi uno strumento molto valido nella creazione di una solida <strong>brand identity</strong>.</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F07%2F28%2Fbest-fan-pages-mini%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Lacoste. Dallo sport alla moda, nascita di un marchio leggendario</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[René Lacoste]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’immaginario di molti il tennis è uno sport d’alto rango, roba da ricchi, praticato in club esclusivi da oziosi giovinotti figli di papà. Dopo la partita è d’obbligo un cocktail seduti a lustri tavolini, serviti da un impeccabile cameriere. Il tennis è un gioco da gentiluomini, in cui competizione, buone maniere ed eleganza si fondono. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/Lacoste_Logo.jpg" rel="shadowbox[post-1127];player=img;"><img class="alignright size-medium wp-image-1131" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/Lacoste_Logo-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a>Nell’immaginario di molti il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tennis" target="_blank">tennis</a> </strong>è uno sport d’<strong>alto rango</strong>, roba da ricchi, praticato in club esclusivi da oziosi giovinotti figli di papà. Dopo la partita è d’obbligo un cocktail seduti a lustri tavolini, serviti da un impeccabile cameriere. Il tennis è un gioco da gentiluomini, in cui <strong>competizione</strong>, <strong>buone maniere</strong> ed <strong>eleganza </strong>si fondono. Non c’è da stupirsi se uno dei marchi di abbigliamento tra i più apprezzati al mondo, in grado di coniugare <strong>classe e comodità</strong>, derivi proprio da questo sport.<span id="more-1127"></span></p>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Lacoste" target="_blank">René Lacoste</a></strong>, tennista francese nato nel 1904, fu in grado di vincere il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wimbledon_Championships" target="_blank">torneo di Wimbledon</a></strong><strong> </strong>per due volte (1925 e 1928), il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roland_Garros_(Torneo_sportivo)" target="_blank">Roland Garros</a></strong> per tre (1925, 1927 e 1929) e aggiudicarsi anche gli <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/US_Open_(tennis)" target="_blank">US Open</a></strong> in due occasioni (1926 e 1928). Inoltre, fece parte della squadra francese che nel 1924 strappò per la prima volta la <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_Davis" target="_blank">Coppa Davis</a></strong> agli Stati Uniti. Dalla stampa americana egli fu soprannominato il <strong>Coccodrillo</strong>, per la sua <strong>tenacia </strong>in campo e per il fatto che il capitano della sua squadra gli promise in dono una <strong>borsa </strong>in coccodrillo se avesse vinto una partita fondamentale del torneo.</p>
<p>Proprio un piccolo coccodrillo gli fu <strong>ricamato </strong>sul blazer con cui giocava. Poi, nel momento in cui <strong>abbandonò il tennis</strong>, esso divenne il simbolo della <strong><a href="http://www.lacoste.com/" target="_blank">linea di abbigliamento</a></strong> col suo nome che creò assieme all’amico <strong>André Gillier</strong>, proprietario di una delle maggiori aziende francesi di maglieria dell’epoca. Fu Lacoste in persona a ideare la famosa <strong>polo “modello 1212”</strong>, unendo la praticità di una <strong>t-shirt</strong> (usata all’epoca soltanto come indumento intimo) all’eleganza di una <strong>camicia</strong>. Oltre che per il tennis, Lacoste cominciò a creare capi anche per la <strong>vela </strong>e il <strong>golf</strong>, lo sport praticato da sua moglie.</p>
<p>A partire dagli <strong>anni Cinquanta</strong> il marchio si diffuse fuori dai confini francesi diventando ben presto un <strong>must </strong>per gli sportivi d’elite. Nel tempo la produzione legata al coccodrillo si <strong>diversificò</strong>, con la realizzazione di scarpe, profumi, valige e accessori. Magari non tutti sanno che l’azienda francese dovette combattere sul <strong>mercato cinese</strong> contro un marchio di abbigliamento di Hong-Kong, la <strong><a href="http://www.crocodile.com.hk/html/landing.html" target="_blank">Crocodile Garments</a></strong>. Anch’essi hanno un coccodrillo sui propri abiti, anche se il loro guarda verso sinistra (quello Lacoste, invece, dalla parte opposta). Il <strong>contenzioso </strong>fu vinto dagli asiatici, che rimasero sul mercato pur <strong>modificando </strong>un po’ il disegno del proprio logo.</p>
<p>Tutto si deve dunque a un leggendario <strong>tennista d’altri tempi</strong>, rivelatosi geniale nel trasferire e sfruttare il proprio <strong>nome </strong>e la propria <strong>popolarità </strong>nella moda, guadagnandosi in questo campo ancor più <strong>fama </strong>che in quelli d’erba e rossa terra battuta.</p>
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		<title>Facebook diventa un film!</title>
		<link>http://www.grupposantafe.it/blog/2010/07/23/facebook-diventa-un-film/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook, l’indiscusso re del social web, è stato protagonista in questi giorni di due eventi. I vertici dell’azienda hanno annunciato ieri di aver superato la quota di 500 milioni di iscritti. Se fosse una nazione, sarebbe una delle più popolose al mondo. Da poco, inoltre, è stato lanciato sul web il trailer del film su Facebook, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/thesocialnetworkfilm2.jpg" rel="shadowbox[post-1114];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-1117" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/thesocialnetworkfilm2.jpg" alt="" width="199" height="250" /></a><a href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a></strong>, l’indiscusso <strong>re del social web</strong>, è stato protagonista in questi giorni di <strong>due eventi</strong>. I vertici dell’azienda hanno annunciato ieri di aver superato la quota di <strong><a href="http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=29&amp;IDalbum=28177&amp;tipo=VIDEO" target="_blank">500 milioni di iscritti</a></strong>. Se fosse una nazione, sarebbe una delle più popolose al mondo. Da poco, inoltre, è stato lanciato sul web il <strong>trailer del film</strong><strong> </strong>su Facebook, che sarà presentato in anteprima a New York il 24 settembre per arrivare da noi a <strong>novembre</strong>.</p>
<p>Il  titolo della pellicola è <strong>The social network</strong>, a cui si accompagna uno slogan piuttosto cupo: “Non puoi avere 500 milioni di amici senza farti qualche nemico”. Anche il <strong>trailer</strong> suggerisce che il film non sarà una melensa favoletta sul successo di un giovane studente, secchione e perbene. Diretto da <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Fincher" target="_blank">David Fincher</a></strong> (Seven, Fight Club, Panic Room, Benjamin Button) e prodotto da <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Spacey" target="_blank">Kevin Spacey</a></strong>, The social network consiste in un adattamento del libro <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788820048853/mezrich-ben/miliardari-per-caso.html" target="_blank">Miliardari per caso. L&#8217;invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento</a></em> di <strong>Ben Mezrich</strong> (Sperling&amp;Kupfer, 2010, € 19): un titolo decisamente eloquente circa i binari su cui si sviluppa la storia.<span id="more-1114"></span></p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=h6cUfQQMG4g">www.youtube.com/watch?v=h6cUfQQMG4g</a></p></p>
<p>Le immagini del trailer, assieme al <strong>sottofondo musicale</strong> che le accompagna (una cover di <em>Creep</em>, canzone dei <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiohead" target="_blank">Radiohead</a></strong>), creano un’atmosfera dai toni abbastanza angoscianti nella quale appaiono alcune delle <strong>caratteristiche più familiari di Facebook</strong> (gli aggiornamenti di status, i profili, le foto con i commenti) prima di lasciare spazio al racconto del film. Questo si sviluppa dandoci dei flash su come <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg" target="_blank">Mark Zuckerberg </a></strong>(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jesse_Eisenberg" target="_blank">Jesse Eisenberg</a>) e i suoi compagni maturarono l’idea di ricreare sul web l’<strong>intreccio di relazioni tipico di un college</strong>. La mia impressione è stata quella che si trattasse di giovincelli introversi, un po’ sfigati, in difficoltà nel socializzare (soprattutto con le ragazze) che cercarono un modo alternativo e a loro familiare per riuscire a costruirsi una <strong>vita sociale</strong>.</p>
<p>Ben presto a occupare la scena sono le <strong>questioni di business</strong>, con le enormi potenzialità di guadagno che si intravedono nella creatura di Zuckerberg e soci, e i <strong>guai </strong>che giungono mano a mano che Facebook ingigantisce. Dei colleghi di università vogliono fargli causa per aver <strong>rubato loro l’idea</strong> del social network, e oltre a ciò il ragazzo è costretto a far fronte ad altre accuse, come quelle per <strong>violazione della privacy e del diritto d’autore</strong>.</p>
<p>Quella che viene delineata è una <strong>figura anti-eroica</strong> del fondatore di Facebook, tanto che egli stesso non sembra aver gradito più di tanto la realizzazione del film, che getta molte ombre sulla sua personalità. Per quanto riguarda il <strong>cast</strong>, accanto al protagonista vedremo <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Justin_Timberlake" target="_blank">Justin Timberlake</a></strong> e il prossimo Spiderman <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrew_Garfield" target="_blank">Andrew Garfield</a></strong>. Comunque, il fatto che la storia comprenda anche il “<strong>lato oscuro</strong>” del successo di Facebook e del suo creatore, lo rende <strong>molto ma molto più interessante</strong>. Personalmente, credo che varrà la pena di andarlo a vedere!</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.grupposantafe.it%2Fblog%2F2010%2F07%2F23%2Ffacebook-diventa-un-film%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;margin-top:5px;"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Un Cuore Che Batte: la tua passione diventa social!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 10:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni importanti]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[un cuore che batte]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, è arrivato il momento di svelarvi un piccolo grande segreto. Qualche tempo fa, qui alla Santa Fe è nata un’idea. Un’idea ambiziosa, ma in cui crediamo: il suo nome è Un Cuore Che Batte, il nuovo social network fatto apposta per dare alle persone il luogo in cui condividere le proprie passioni con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/cuore2.jpg" rel="shadowbox[post-1091];player=img;"><img class="alignright size-full wp-image-1098" src="http://www.grupposantafe.it/blog/wp-content/uploads/cuore2.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>Cari amici, è arrivato il momento di svelarvi un piccolo grande segreto. Qualche tempo fa, <strong>qui alla Santa Fe è nata un’idea</strong>. Un’idea ambiziosa, ma in cui crediamo: il suo nome è <strong><a href="http://www.uncuorechebatte.it/" target="_blank">Un Cuore Che Batt</a></strong><strong><a href="http://www.uncuorechebatte.it/" target="_blank">e</a></strong>, il nuovo <strong>social network </strong>fatto apposta per dare alle persone il luogo in cui condividere le proprie <strong>passioni </strong>con gli altri. Dall’idea è nato un progetto, che ora io e gli altri ragazzi stiamo realizzando concretamente perché tutto sia a vostra disposizione <strong>tra qualche mese</strong>.<span id="more-1091"></span></p>
<p>Noi siamo convinti che le nostre passioni siano il <strong>carburante </strong>che ci permette di andare avanti. Ogni persona ha una passione in grado di regalarle attimi di <strong>felicità </strong>tra i problemi e la fatica di tutti i giorni. Ma avete mai visto <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Into_the_Wild_-_Nelle_terre_selvagge" target="_blank">Into the wild</a></strong>? In quel film, il protagonista dice: “<strong>La felicità è reale solo quando è condivisa</strong>”. Ecco perché vogliamo permettervi di parlare di ciò che più vi piace con le <strong>persone </strong>che hanno i vostri stessi gusti e le vostre stesse passioni.</p>
<p>Dentro a Un Cuore Che Batte potrete creare la <strong>sezione dedicata alla vostra passione</strong>, ed essa sarà il salotto permanente in cui chiacchierare e passare del tempo piacevole con chi la condivide con voi. In questo modo avrete veramente la possibilità di <strong>conoscere persone interessanti</strong> con cui essere in sintonia, conversare e scambiarsi idee.</p>
<p>So benissimo che si tratta di un <strong>progetto ambizioso</strong>, ma noi sentiamo il bisogno di un social network che non sia solo puro “cazzeggio”, ma che possa realmente permettere la <strong>condivisione </strong>dei propri interessi con gli altri e di fare <strong>conoscenza </strong>con persone affini. Diciamo che Un Cuore Che Batte è la <strong>nostra grande scommessa</strong>, una scommessa che noi contiamo di vincere grazie al vostro aiuto!</p>
<p>Qui di seguito trovate il link alla <strong><a href="http://www.uncuorechebatte.it/" target="_blank">homepage di Un Cuore Che Batte</a></strong>. Per il momento potete inserire la vostra <strong>mail</strong>, in modo da rimanere <strong>aggiornati sugli sviluppi</strong> della sua realizzazione:</p>
<p><a href="http://www.uncuorechebatte.it/">http://www.uncuorechebatte.it/</a></p>
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