Archivio per la categoria ‘ Web & Web Marketing

Qualità: di che cosa?

Facendo riferimento alle nostre esperienze personali, proviamo a chiederci: in base a che cosa decidiamo di acquistare un prodotto (ad esempio, un vestito o un cellulare o un pacchetto viaggio vacanza) di una marca piuttosto che di un’altra?

Se cerchiamo di dare una risposta dettagliata, vediamo che gli elementi tenuti in considerazione sono molti (estetica, prezzo, funzionalità, sicurezza, durata, notorietà del marchio, reputazione del produttore, …) e non tutti hanno lo stesso peso nel determinare la nostra scelta. Se cerchiamo di sintetizzare tutti questi elementi, la nostra risposta sarebbe probabilmente che consideriamo, da un lato, la qualità del prodotto in sé e, dall’altro, quanto soddisfa (o promette di soddisfare) le nostre esigenze.

Se analizziamo ciò che chiamiamo “qualità del prodotto in sé”, ci rendiamo conto che molte delle caratteristiche dipendono in realtà dal modo in cui il prodotto è stato progettato e fabbricato, dipendono innanzitutto dalle modalità di funzionamento dell’azienda produttrice, dipendono cioè dalla qualità dei processi produttivi. Sempre facendo riferimento alle nostre esperienze di consumatori, possiamo chiederci: dopo aver acquistato un prodotto, in base a che cosa ci dichiariamo più o meno soddisfatti, lo raccomandiamo o sconsigliamo ad altri, decidiamo di riacquistarlo o di “cambiare marca”?

Oltre al giudizio su come le caratteristiche già descritte hanno corrisposto alle nostre aspettative, questa volta entreranno in gioco altri elementi: come il fornitore ci ha trattato, se ci è stata data assistenza, se abbiamo ottenuto servizi aggiuntivi, se nel prodotto  abbiamo trovato delle caratteristiche positive che non ci saremmo aspettati, ecc. L’insieme di tutti gli elementi che abbiamo fin qui descritto configura la qualità totale, che noi sperimentiamo attraverso il prodotto, ma che in realtà caratterizza l’azienda produttrice, le sue logiche di funzionamento interno e di rapporti con l’esterno.
In realtà, già al momento di decidere l’acquisto del prodotto noi sappiamo – o almeno crediamo di sapere – qualcosa circa la “qualità totale” dell’azienda produttrice (tramite il passaparola, tramite la pubblicità, attraverso il web, grazie a esperienze precedenti ….) e questa conoscenza contribuisce alla nostra presa di decisione.

Su quali elementi possiamo basarci per far sì che le conoscenze ed informazioni preliminari siano quanto più corrette possibili e quindi contribuiscano razionalmente alle nostre decisioni?

Un buon aiuto in questo senso ci può venire da quelli che comunemente chiamiamo “marchi di qualità”.

Buoni acquisti di qualità a tutti!

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Può l’economia digitale italiana dare un contributo per rilanciare la crescita e creare occupazione in Italia?

web Può l’economia digitale italiana dare un contributo per rilanciare la crescita e creare occupazione in Italia?Da una ricerca condotta dal DAG (Digital Advisory Group) con il supporto di McKinsey & Company ha, per la prima volta, analizzato l’impatto di internet su quattro assi:
il contributo allo sviluppo economico in termini di PIL, la creazione di occupazione, lo sviluppo delle PMI e del loro export e il surplus di valore per i consumatori.

I dati che si leggono nel rapporto sono incoraggianti, negli ultimi 15 anni l’economia digitale ha creato 700.000 posti di lavoro e contribuito al 2% del PIL italiano, i numeri citati sono incoraggianti perché c’è ancora un grande margine per raggiungere, attraverso nuove iniziative, fino al 4% del PIL.
Ecco quindi che l’economia digitale si pone come una opportunità  imperdibile per la nostra economia.

Non è una novità che l’accesso alla rete ha nel passato contribuito alla crescita del PIL,  come si legge nel rapporto DAG in 4 anni, dal 2005 al 2009,  il contributo di crescita è stato del 14%.  Anche se attualmente la crescita economica Web non ha dato gli stessi risultati del passato, solo il 2% di PIL  (circa 30 miliardi di Euro) ha comunque avuto un ruolo importante in forma indiretta di ulteriori 20 miliardi di euro derivati da acquisti effettuati sui canali tradizionali dopo aver consultato la rete.

Oggi, come si legge nel rapporto, nei paesi che sfruttano intensamente il potenziale di internet, l’economia digitale sta già producendo benefici notevoli in termini di contribuzione diretta al PIL nazionale. In Svezia e nel Regno Unito, per esempio, il contributo diretto al PIL di internet è superiore al 5%,  in Francia il contributo pesa oltre il 3% senza contare i notevoli benefici aggiuntivi in termini di creazione netta di posti di lavoro o di sviluppo delle piccole e medie imprese.

In Italia la capacità di sviluppare servizi digitali innovativi è progressivamente calata e internet è ancora un’opportunità poco sfruttata. Invertire questa tendenza, rilanciando la capacità di innovare in ambito digitale, costituisce un’opportunità imperdibile per il nostro paese.

In Italia, in particolare sono stati creati 1,8 posti  di lavoro per ogni posto eliminato, ancora poco però se guardiamo al 2,6 della media di 13 paesi sviluppati o al 3,9 dell’irraggiungibile Svezia.  Questi numeri stanno a significare che il digitale crea occupazione più di quanta ne “distrugga” , anche se in Italia in una percentuale minore rispetto ad altri paesi.

L’Italia si trova in netto ritardo rispetto a Svezia,  Regno Unito e Francia, questo è dovuto a problemi  infrastrutturali. Una delle problematiche più rilevanti riscontrate dal  DAG è nell’insufficiente accesso alla banda larga e nel digital-divide. L’attuale rete Italiana non garantisce un utilizzo di internet a una buona parte della popolazione e di conseguenza una limitazione per le aziende di poter sfruttare appieno le nuove tecnologie.

Sarebbe proprio questo il momento per investire in tecnologia e cercare di superare alcuni ostacoli. Garantire un accesso alla banda larga più veloce, aumentare la propensione degli italiani verso l’e-commerce, sia da parte degli utenti che oggi non si fidano di acquistare online con carta di credito, sia da parte delle imprese che non hanno la consapevolezza del potenziale del Web, molti imprenditori pensano, erroneamente, che i loro prodotti non sono idonei alla vendita on-line.

Potenziando l’economia digitale, lo Stato, le università, le associazioni di categoria, le imprese private e le autorità di regolamentazione possono dare un nuovo impulso allo sviluppo economico nazionale aumentando la competitività del nostro paese sotto il profilo dell’innovazione e dell’occupazione.

Rif: www.digitaladvisorygroup.it

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Noi italiani. Inconsapevoli consumatori di cloud computing

Può darsi che molti di noi, parlando di cloud computing, esclamino “ah ma io so benissimo di cosa si tratta”. Tuttavia può darsi che molti altri rispondano “cloud computing? E cos’è, una cosa buona da mangiare?”. Una ricerca di Nextplora, commissionata da Microsoft Italia, e chiamata “Osservatorio Internet 2011” è arrivata alla conclusione che la maggior parte degli italiani consuma il cloud computing con entusiasmo ma senza avere la benché minima conoscenza di cosa sia.

La domanda sorge spontanea (per dirla con Antonio Lubrano): che cos’è il cloud computing? E’ un insieme di tecnologie che permettono, con appositi servizi forniti da provider, di elaborare e archiviare dati, grazie all’utilizzo di risorse hardware e software distribuite e virtuali nella Rete. In parole povere: sono tecnologie e sistemi che permettono di caricare, archiviare e rielaborare contenuti nel web. È grazie a queste tecnologie che possiamo, per esempio, caricare foto e video su facebook, postare link, caricare documenti. Condividere.

Dicevamo che, secondo la ricerca, gli italiani utilizzano il cloud computing ma molto spesso non sanno di cosa si tratta o ne hanno un’idea molto vaga. In pratica viviamo nel mondo delle “nuvole” (dall’inglese cloud) ma non lo sappiamo.

Il sondaggio è stato fatto su 1.000 persone e l’88% di queste fa uso di servizi cloud inconsapevolmente. Ad essere a conoscenza di servizi cloud è il 38% degli intervistati mentre solo il 15% dichiara di farne uso.

Significativo il panorama che esce dalla ricerca:

  • Il 56% utilizza il cloud computing per condividere foto;
  • Il 29% per condividere musica;
  • Il 18% per condividere documenti di lavoro;
  • Il 9% per la geolocalizzazione.

I servizi vengono utilizzati dal 49% del campione per studio o lavoro, il 52% per scambiare idee e opinioni, il 37% per la sfera privata.

È interessante, infine, consultare le attività principali suddivise per fasce d’età:

  • 16 – 24 anni: condivisione di foto e notizie sulla vita personale;
  • 25 – 34 anni: condivisione di video e notizie sulla vita personale;
  • 35 – 54 anni: confronto di opinioni e recensioni sui prodotti acquistati;
  • + di 55 anni: condivisione di articoli di giornale.

Un panorama variegato, che fa intravvedere quali siano le tendenze sulla fruizione del web nel nostro paese. E voi cosa ne pensate?

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Uno sguardo al passato, per una attuale formula di web marketing.

Ho sempre pensato, come convinzione personale, che il mondo giri come una ruota e che inevitabilmente tutto possa ritornare allo stato di partenza.

Questa mia “demente” teoria mi porta a riflettere su come, oggi, il mondo del web marketing si pone attraverso la rete.

Chi di voi si ricorda del  “Carosello“?  Un palinsesto nato a cavallo tra gli anni 50 e 60 che andava in onda su RAI 1, e che terminò la sua trasmissione nel 1977.
E’ sicuramente una storica trasmissione che diffuse migliaia di pubblicità, creando decine di personaggi tuttora utilizzati in alcune spot e altrettante forme e modi di dire.

E’ uno dei primi di sistemi d’intrattenimento che molta della pubblicità odierna ha ben compreso. L’obiettivo è di emozionare e di coinvolgere gli spettatori attraverso la visone di storie e solamente alla fine di informarli sul prodotto.

Ecco che la mia teoria della “ruota” trova riscontro anche nel web marketing.

Il web marketing deve intrattenere, stupire, divertire, emozionare, proprio come succedeva attraverso il Carosello, nel caso specifico della rete, cambiano solo i mezzi, oggi si utilizzano i video attraverso youtube per fare un esempio.

Per quanto riguarda la parte emozionale oggi ci sono i social media che stanno avendo tanta importanza per le aziende. I social media raccontano storie e ci permettono di immedesimarci all’interno di gruppi e di condividere le nostre abitudini, le nostre cose belle e brutte, ed è questo che li rendono interessanti.
In un carosello della Mira Lanza c’era Calimero sempre triste perché era piccolo e nero e tutti lo evitavano, fino a che non trovava l’olandesina che gli dava una bella lavata con il detersivo Ava della Mira Lanza; molti di noi si sono immedesimati nel personaggio Calimero e condiviso le sue sfortunate vicende e situazione.

Ritorniamo alla famosa “ruota”, Mira Lanza oltre alla promozione nei punti vendita del loro prodotto e la pubblicità attraverso il Carosello, si era organizzata anche con un famosissimo concorso a punti utilizzando le figurine trovate nei loro prodotti e suddivise per tema (prodotto, viaggi e monumenti). Ci troviamo tra gli anni 60 e anni 80, secondo voi queste iniziative di marketing non sono ancora attuali? I concorsi a premi, le raccolte a punti, la differenziazione del target, le promozioni nei punti vendita, tutto uguale, cambiano solo i mezzi ma la ruota inevitabilmente gira…

Ecco lo spot del Carosello:

 

 

 

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Censimento on line: pregi e difetti

Due settimane fa circa ho visto spuntare dalla cassetta della posta una busta di grandi dimensioni, bianca. Il fatto mi ha alquanto incuriosito e mi sono precipitata a capire di cosa si trattasse. Ci ho messo un po’, una volta preso il plico tra le mani, a realizzare che si trattava del censimento. Mi ero completamente dimenticata che ogni dieci anni lo Stato Italiano ci interpella per sapere che fine abbiamo fatto (mi autogiustifico in quanto è il mio primo vero censimento). E non penso di essere l’unica.

La mia consueta curiosità, mi ha spinto ad approfondire l’argomento. Volevo capire cosa realmente sia il censimento, a cosa serva, e in che modalità si debba consegnare.

Prima nota positiva. Facendo una ricerca nel web ho scoperto che il censimento si può compilare on line collegandosi al sito censimentopopolazione.istat.it/default.html . Il 15° Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni passerà dunque alla storia come il primo censimento digitale.

Attraverso una password, che viene inviata a casa, si può accedere al servizio on line, rispondere direttamente nel web alle domande e inviare il tutto senza allontanarsi dalla propria abitazione.

L’ISTAT, responsabile del censimento, senza tralasciare i tradizionali canali di raccolta, ha avviato inoltre una campagna per spingere alla digitalizzazione della raccolta dati. Rivolgendosi ai giovani, ha chiesto loro di aiutare genitori e nonni alla compilazione del censimento direttamente dal sito dedicato.

Seconda nota positiva. Per chi ancora si chiede a cosa serve il censimento, all’interno del sito viene spiegata la sua utilità. Il censimento:

  • permette di capire i cambiamenti che avvengono in Italia e consente di governarli;
  • serve per ridefinire i seggi elettorali in base alla popolazione;
  • serve a valutare e programmare, ad esempio è utile alla Protezione Civile per conoscere la distribuzione degli edifici, valutare il rischio sismico ed elaborare piani di evacuazione;
  • è utile per la programmazione e valutazione economica;
  • consente di realizzare uno sviluppo sostenibile (migliore utilizzo delle risorse e corretto rapporto con l’ambiente);
  • assolve un obbligo dell’Unione Europea;
  • permette il confronto con gli altri stati membri dell’UE;
  • favorisce gli studi che analizzano la competitività delle imprese;
  • fornisce nuovi dati per indagini campionarie e sondaggi.

Prima nota negativa. Il 9 ottobre è stato il primo giorno utile per compilare il censimento on line, ma il sito non ha retto alle richieste di compilazione che si sono concentrate. È rientrato a regime solamente nei giorni successivi.

Seconda nota negativa. State attenti perché chi non compila il censimento, ma è tenuto a farlo, incorre in una multa che può andare dai 206 ai 2.065 euro.

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Immagini dal passato. Historypin ti mostra il mondo com’era una volta

historyp 300x187 Immagini dal passato. Historypin ti mostra il mondo comera una voltaVi è mai capitato di tornare in un posto dopo molti anni, e di trovarlo diverso da come lo ricordavate? Magari ci andavate in vacanza da piccoli, e ora vi sembra un altro luogo… Lì dove c’era un’ampia spiaggia libera ora ci sono centinaia di ombrelloni tutti uguali, e il vecchio chiosco del gelato è stato rimpiazzato da un lounge bar in stile etnico. Anno dopo anno anche i luoghi evolvono, si trasformano, cambiano pelle.

Contro il rischio di perdere la memoria di ciò che è stato ci viene in aiuto Historypin, un sito web non-profit veramente interessante. Leggi tutto

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Spotify, musica in streaming per tutti e molto altro

spotify 300x180 Spotify, musica in streaming per tutti e molto altroOggi parliamo di Spotify. Che cos’è? È un network che consente di ascoltare musica in streaming su abbonamento. Ma non solo: è un po’ radio, un po’ social network, un po’ community, è anche mobile. Con un archivio di 15 milioni di tracce e 10mila nuove canzoni inserite al giorno, Spotify ti permette di ascoltare musica quando vuoi e dove vuoi. Leggi tutto

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What do you love? Nuova funzione Google per ciò che ti piace

what do you love 300x123 What do you love? Nuova funzione Google per ciò che ti piaceChi ha già preso in mano Google+ avrà provato la funzione Spunti, che ci propone contenuti in base ai nostri interessi che abbiamo inserito. Qualcosa di simile sta alla base di What do you love?, nuova funzione di Big G per farci esplorare a 360 gradi tutto ciò che ci piace. Leggi tutto

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Con Lyst segui l’alta moda e le novità dagli stilisti

lyst 277x300 Con Lyst segui lalta moda e le novità dagli stilistiOggi vi presento Lyst, un sito per stare al passo con le nuove creazioni e le ultime tendenze della moda. Esso per alcuni versi ricorda Twitter, ma è dedicato esclusivamente al mondo dello stile e dello shopping. In esso si possono seguire marchi, stilisti, riviste ed esperte di moda, ma anche persone comuni, ricevendo tutti gli aggiornamenti nel proprio newsfeed. Leggi tutto

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Typedia, l’enciclopedia online sul mondo della tipografia

5817139875 b2477ec5c4 b 200x300 Typedia, lenciclopedia online sul mondo della tipografiaMeraviglia, meraviglia e gioia! Una nuova, straordinaria risorsa è nata per tutti coloro che lavorano con i caratteri o soltanto amano la tipografia. E promette assai bene. Si chiama Typedia, e già il nome ci suggerisce qualcosa di simile a Wikipedia: è un’enciclopedia online partecipativa e aperta a tutti, solo che dedicata esclusivamente al magico mondo dei font. Che spettacolo! icon smile Typedia, lenciclopedia online sul mondo della tipografia Leggi tutto

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