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È ufficiale: le newsletter condizionano l’acquisto nell’e-commerce e nel punto vendita.

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L’Email Marketing Report, secondo capitolo dell’European Digital Behaviour Study 2013 condotto da ContactLab (società che si occupa di direct marketing), ha messo in evidenza come le newsletter siano particolarmente apprezzate dagli utenti che sono indotti, dalle stesse, ad acquistare direttamente online ma anche nel punto vendita.

 

Lo studio ha coinvolto quattro paesi europei più l’Italia, alla quale è stata data particolare attenzione per le peculiarità del rapporto tra utenti internet ed uso della mail. Sono state interpellate mille persone per paese come campione significativo; inoltre il sondaggio è stato inviato a 57mila utenti grazie alla collaborazione con 50 tra negozianti e catene di negozi.

 

Dunque, contrariamente a quanto si può pensare, siamo talmente presi dalle newsletter che nemmeno ce ne rendiamo conto. Tanti i risultati sorprendenti di questo studio:

·         l’email che riceviamo sotto forma di newsletter condiziona gli acquisti sull’e-commerce ma anche quelli nel punto vendita;

·         il digital direct marketing ha enormi potenzialità sull’aumento del fatturato aziendale;

·         una persona che acquista online, una volta su cinque acquista cliccando su un’offerta compresa in una newsletter.

 

Il comportamento tipico dell’acquisto in store e negozi, rilevati soprattutto tra gli italiani sono i seguenti:

·         ricevo la newsletter, leggo le offerte di prodotti e servizi, ne trovo alcune di interessanti e vado in negozio ad acquistarle, magari portandomi  il coupon messo a disposizione online;

·         sono in negozio, mi ricordo dell’offerta ricevuta nella newsletter e decido di usufruirne acquistando qualcosa.

 

Il 50% degli italiani iscritti ad almeno una newsletter si riconosce in questi comportamenti. Ciò significa che, soprattutto nel nostro paese, chi si iscrive ad una newsletter è un potenziale acquirente. Se aggiungiamo a questo dato anche il fatto gli intervistati italiani sono iscritti mediamente a sei newsletter è facile comprendere come il digital direct marketing sia veramente una potenza enorme.

 

Gli italiani, inoltre, si iscrivono alle newsletter indifferentemente dal sito web del brand o dell’azienda che completando l’iscrizione nei negozi. Il digital direct marketing non va più dunque pensato solo come una strategia per l’online ma una strategia a tutto tondo che aiuta le vendite in generale: la soluzione migliore è integrare negozio ed e-commerce, nonché spingere all’iscrizione alle newsletter.copy_0_edbs13_emailmarketingreport_092013__Pagina_16

 

Ad accrescere le potenzialità del digital direct marketing è anche il canale di visualizzazione delle mail: non si guardano più solo in alcuni momenti della giornata ma in tutti i momenti interstiziali (come ad esempio la coda dal medico, la coda in posta, il viaggio in autobus e via dicendo) grazie alla presenza di smartphone e tablet. E non solo: la prima cosa che fanno gli italiani quando accedono ad un pc, smartphone o tablet è proprio guardare la mail. Ne deriva che per fare breccia una newsletter deve avere le giuste potenzialità.

 

Ma perché quindi ci si iscrive alle newsletter? Perché sono una nuova forma di coltivazione degli interessi personali. Gli utenti si iscrivono perché vogliono restare in contatto con il brand, conoscerlo, seguire la sua evoluzione, essere aggiornati sulle novità, ottenere sconti e promozioni. In poche parole: clienti speciali, coccolati e realmente attaccati al proprio brand o negozio del cuore.copy_0_edbs13_emailmarketingreport_092013__Pagina_19

 

Le fonti da cui sono stati tratti i dati presenti nell’articolo sono:

E-mail marketing consumer report di Contact Lab

 

 

http://www.channelbiz.it/2013/09/18/contactlab-lemail-spinge-le-commerce-anche-il-punto-vendita/

 

 

 

NB. La sottoscritta è rimasta particolarmente colpita dallo studio, non si era minimamente accorta di essere iscritta a più di dieci newsletter e di avere i comportamenti “digital direct marketing compulsivi”, che sfoga in particolare nei negozi per bambini J

Mivago. Le parodie funzionano sempre!

 

La portata virale di una parodia video è immensamente grande. Se fatta bene, per gioco o per lavoro, con chiari elementi riconoscibili, infatti, può guadagnarsi i favori degli utenti web nel giro di poche ore e giorni. L’importante è che faccia ridere.

È il caso emblematico di Mivago il video pubblicato lo scorso 16 agosto, parodia dello spot pubblicitario di Trivago nel quale una giovane ragazza organizza un weekend a Venezia.

 

Mivago, che richiama proprio Trivago ma che in dialetto veneziano significa “io vado”, gioca con ironia sui piccoli (o grandi) inconvenienti in cui si può incorrere visitando la città lagunare prendendo in giro lo spot del potente portale turistico. Della serie: quelle piccole o grandi cose che i turisti non vedono o da cui sono attirati (vedi acqua alta e relative passeggiate a piedi nudi) ma che a veneziani e veneti in generale fanno ridere sotto i baffi e in alcuni casi anche imbestialire (vedi acqua alta che allaga i negozi, vedi portarsi gli stivali da metro per andare a lavoro per non dover camminare nelle acque torbide che fuoriescono dai canali e via dicendo).

Doppiata in dialetto veneto, ma comprensibile a tutti, la divertente parodia Mivago gioca, in antitesi rispetto al video originale che descrive una Venezia paradisiaca, sugli aspetti meno romantici di questo grande gioiello patrimonio dell’umanità (diciamocelo… comunque città belle come Venezia non ce ne sono al mondo). In poche ore il video ha raggiunto migliaia di bacheche e diari raccogliendo condivisioni, cinguettii, arrivando a 150mila visualizzazioni su youtube ed attirando la curiosità dei media locali che ne hanno parlato dalle proprie pagine.

L’autore, Raffaele Femio, giura di averlo fatto per divertimento e non per polemica. Un piccolo divertissement che ha “bucato lo schermo” e dimostrato come l’unione degli elementi giusti (soggetto, trama, creatività ed ironia) consenta di raggiungere il grande pubblico. Una grande forza comunicativa quella sprigionata da “Te vien? Mivago” che ricorda a pubblicitari, comunicativi e markettari in genere che per avere grandi risultati servono si tecnica e conoscenza ma soprattutto servono creatività, ed una buona dose di autoironia.

Edison e le Olimpiadi di Martin Castrogiovanni

Cosa ci fa Martin Castrogiovanni, atleta della nazionale italiana rugby, tra pallavoliste, ginnaste, nuotatori, canottieri? Semplice cerca di andare alle Olimpiadi di Londra 2012.

Il rugby, infatti, sarà sport olimpico nella sua versione “a 7” solo a partire da Rio De Janeiro 2016 (prossima edizione dopo Londra 2012), per cui Martin Castrogiovanni e company dovranno aspettare altri 4 anni prima di partecipare alla più importante rassegna sportiva del pianeta.

 

Ecco allora il simpatico pilone della Nazionale di rugby intrufolarsi nelle altre compagini azzurre alla ricerca di un posto alle Olimpiadi. Testimonial di Edison, Castrogiovanni ha girato una serie di spot che accompagnano tutti gli italiani nel percorso di avvicinamento a Londra 2012 (27 luglio giorno d’inizio).

 

Il primo spot trasmesso vede Martin Castrogiovanni cimentarsi nella pallavolo sotto l’attenta guida di Simona Gioli. Sommerso di schiacciate e battute non lesina comunque di inserire elementi rugbistici come la palla sottratta a rete e portata in meta e l’alzata di una giocatrice a muro. Elementi rugbistici che ritornano anche nel secondo spot in cui Castro, come viene affettuosamente chiamato dai fan, si dà alla ginnastica ritmica: tra nastri, cerchi e palloni Martin Castrogiovanni affronta con autoironia gli spot Edison.

Il terzo spot, uscito proprio in questi giorni, riprende Martin Castrogiovanni che si lancia in piscina per partecipare ad una sfida di pallanuoto sotto gli occhi attenti del nazionale Maurizio Felugo, atleta del Sette Bello.

E il risultato è magistrale: simpatia, tenerezza, ilarità trapelano dagli spot, lasciando anche intuire che Martin Castrogiovanni alle Olimpiadi ci vorrebbe proprio essere.

 

La campagna Edison, sponsor della Squadra Olimpica, grazie alla naturalezza ed alla simpatia suscitata dall’intervento di Martin Castrogiovanni sta ottenendo un successo virale nel web ed in particolare nei social media dove si diffonde a macchia d’olio, condivisa e ripubblicata da migliaia di fan.

 

Il suo punto di partenza sta, infatti, nei social: video, immagini e post sono partiti dai social per poi approdare nei media tradizionali. Attraverso profilo facebook, twitter e youtube Edison inserisce ogni giorno nuovi contenuti sulle nazionali azzurre che partecipano ai giochi e sui metodi “inventati” da Castro per approdare a Londra 2012.

 

Eccovi le pagine social di Edison:

http://www.facebook.com/EdisonS.p.a

http://twitter.com/#!/edisonnews

 

 

Il mondo visto dalla telecamere di sorveglianza.

Chi ci segue anche su facebook avrà notato che qualche giorno fa sulla nostra bacheca ho pubblicato un video virale realizzato dalla Coca Cola che mi ha colpito subito moltissimo. Si tratta di un mix di immagini emozionanti ed originali riprese dalle telecamere di sorveglianza. Quelle che, per intenderci, di solito riprendono terremoti, attentati, rapine, inseguimenti e chi più ne ha più ne metta. In questi casi le telecamere di sorveglianza diventano preziosissimi alleati dei telegiornali, ma in questo caso la Coca Cola ha deciso di cambiare il punto di vista e di mostrare quello che iene ripreso dalle telecamere di sorveglianza e che di solito non viene mostrato.


Baci rubati, abbracci, sorrisi, scherzi, momenti di passione, gesti di gentilezza sono i protagonisti di un video che in 10 giorni ha incassato oltre 4 milioni di visualizzazioni su Youtube, a dimostrazione del fatto che “guardare il mondo in modo diverso” (come invita a fare lo slogan dello spot) è molto più bello e divertente che fermarsi a ciò che ci mostrano ogni giorno.
Viviamo sotto l’occhio vigile delle telecamere, ormai lo sappiamo tutti, ma il bello di queste immagini sta anche nel fatto che, pur essendo consapevoli del “Grande Fratello” che ci spia, niente al mondo potrebbe toglierci il piacere di gesti così spontanei ed inaspettati…
Se ci penso, ho vissuto più di qualche momento bellissimo che potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ma alla fine… Chissenefrega?

E ora… Godetevi la bellezza del mondo visto dalla telecamere di sorveglianza!

http://youtu.be/auNSrt-QOhw

 

Enel “Milioni di attimi”. Come far capitolare un pubblicitario.

In questi giorni mi è capitato un fenomeno alquanto particolare: il cuore ha prevalso sulla ragione nei confronti della pubblicità dell’Enel “Milioni di attimi” in onda alla tivù in queste settimane per festeggiare i 50 anni dell’azienda.

 

Un caso alquanto strano per due motivi:

  1. solitamente il markettaro/pubblicitario ha la presunzione di ritenersi immune ai messaggi pubblicitari o quanto meno pensa di avere la capacità di guardarli con occhio critico; bene, con questi spot pubblicitari è saltato tutto e l’emozione ha preso il sopravvento;
  2. la mia personale avversione per l’Enel , dovuta a vicissitudini casalinghe, è conclamata; tuttavia l’emozione mi ha tradita e tutti mal di pancia sopportati in questi mesi per allacciamenti & co sono spariti.

 

Gli spot pubblicitari che vanno in onda sono tre: la storia di un ragazzo che pratica il BMX, la gravidanza di una giovane mamma e la vita di sacrificio di un anziano operaio che ha lavorato in fabbrica per consentire al figlio di studiare.

 

Se devo essere sincera il primo soggetto che ho visto è stato la ragazza in gravidanza.

Enel Milioni di Attimi soggetto parto

Essendo parte in causa probabilmente questo spot ha inciso profondamente sulla percezione degli altri due in quanto ha scatenato in me un processo di identificazione con quanto stava vivendo questa donna: le sue ansie, i timori, le gioie, la sua euforia erano e sono le mie (diciamola tutta… proprio non ci sono riuscita a trattenere le lacrime).

 

Così negli occhi stanchi ma contenti di quel padre orgoglioso del proprio figlio ho rivisto i miei genitori, i loro sacrifici e le rinunce fatte negli anni per poter permettere a noi figli di avere la migliore istruzione possibile (altra lacrima… sono decisamente troppo sensibile) e nello sportivo che lotta per raggiungere i risultati, beh, non potevo non riconoscermi: da ex rugbista ho ben presente cosa significhi allenarsi duramente per superare i propri limiti (e qui scusate ma ci è scappato un sorriso di soddisfazione…qualche scudetto l’ho vinto pure io).

Enel Milioni di Attimi soggetto BMX

Enel Milioni di Attimi soggetto laurea

Se pensiamo che a commuoversi è stata una persona che mangia pane e comunicazione a tutte le ore del giorno allora possiamo concludere due cose:

  • la pubblicità dell’Enel scatena un processo di identificazione che spalanca le porte alla ricezione del messaggio pubblicitario;
  • esistono ancora le buone pubblicità e i bravi pubblicitari.

Complimenti quindi a Saatchi&Saatchi che ha firmato i soggetti, al regista Benito Montorio, a Filmaster Production che si è occupata della produzione ed infine ad Enel che ha trasmesso un messaggio positivo, ricco di valori condivisi ed emozioni.

Enel Milioni di Attimi backstage

 

Ah dimenticavo… la canzone è “Always on my mind” di Elvis Presley di cui la sottoscritta è fan sfegatata…e anche questo potrebbe aver contribuito al processo di identificazione… che dire? Uau…

 

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