Su Youtube l’archivio dell’Istituto Luce

E’ quasi un secolo, ormai, che l’Istituto Luce si occupa dell’archiviazione, della conservazione e della promozione dello sterminato patrimonio italiano fatti di filmati che raccontano la storia e l’evoluzione della nazione. Ed ora, quell’immenso archivio è finalmente a disposizione di tutti sul più famoso canale di diffusione di video on line. Grazie ad una partnership con Google, infatti, l’Istituto Luce metterà a disposizione i video del suo archivio su un apposito canale ufficiale di Youtube.

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L‘ Unione Cinematografica Educativa, nata in Italia nel 1924, con sede a Roma, come strumento di propaganda fascista, è diventato nel corso degli anni una vera e propria istituzione da salvaguardare, tanto che la Commissione Italiana Unesco ha recentemente nominato il Fondo dei cinegiornali Luce all’inserimento nel registro Unesco Memoria del Mondo. Quarant’anni di tecnologia, arte, cinema, politica e costume digitalizzati negli ultimi anni sono ora disponibili in una raccolta di playlist che mettono ordine negli quasi 30 mila video on line (29537 per l’esattezza).

Il canale youtube è stato ufficialmente lanciato il 5 luglio ed in pochi giorni ha raggiunto quasi 60 mila visualizzazioni (l’Istituto Luce appare comunque iscritto a youtube da maggio del 2012). Ma non si tratta dell’unico strumento on line con cui l’Istituto Luce diffonde i suoi filmati. Il Tubo, infatti, si affianca ai due siti web ufficiali finora disponibili online, Archivio Storico Istituto Luce e Istituto Luce.

Per salvaguardare l’archivio dell’Istituto Luce dalla pirateria è stata utilizza la tecnologia YouTube ContentID grazie alla quale tutti i file audio e video caricati all’interno di un canale possono essere identificati così da tutelare il copyright.

Il nuovo canale Youtube sarà sicuramente una vetrina globale importantissima per l’Istituto Luce, tramite la quale sarà possibile portare questo grande patrimonio oltre i confini nazionali. E chissà che non possa avere anche un ruolo importante nel sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio che Cinecittà venga smantellata a breve. La “fabbrica dei sogni” non si meriterebbe questa fine…

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