Black Berry/Black Out
Qualche settimana la gran parte degli utenti Blackberry ha subito un vero e proprio disservizio a causa del blocco totale della rete RIM (Research in Motion) per la posta elettronica e la navigazione nel web.
Il blackout ha colpito tutto il mondo ed in particolare il vecchio continente, l’Europa, dove si è riscontrato il bug nei server inglesi di smistamento dei servizi di messaggistica ed email in entrata ed in uscita. In poche parole i possessori di Blackberry non hanno più potuto ricevere e spedire mail durante i primi tre giorni della scorsa settimana.
Un vero e proprio disastro per la RIM, l’azienda canadese che produce la “mora” (dall’inglese Blackberry), che non ha potuto far altro che scusarsi.
A ben guardare social network e blog di settore sembra che l’intero mondo dei “Blackberry’s addicted” ne sia stato colpito; con enormi disagi per aziende e manager, principali “consumatori” di Blackberry, che, negli anni, si sono affidate alla sicurezza del servizio di RIM e hanno fatto del Blackberry un vero e proprio strumento di lavoro, alla pari di pc e notebook.
Ma per quale motivo sono stati colpiti solo i Blackberry dal disservizio e non gli altri possessori di smartphone? Perché RIM ha una sua rete di distribuzione e la posta elettronica delle “more” passa attraverso i server remoti dell’azienda. In pratica la casella di posta degli utenti con Blackberry comunica con il server RIM e non direttamente con il cellulare. Gli smartphone, escluso Blackberry, cercano da sé le mail nei server; per il Blackberry funziona esattamente al contrario: è il server che segnala l’arrivo di posta elettronica al cellulare.
Questo sistema ha garantito negli anni la sicurezza delle informazioni; tuttavia l’incremento del volume di mail inviate negli anni ed il mancato aggiornamento dei sistemi operativi ha causato un sovraffollamento dei server ed il conseguente black out.
La rabbia ed il disservizio sono stati tali che le associazioni di consumatori di tutto il mondo (Europa, paesi Arabi, Estremo Oriente, America Latina e Stati Uniti) si stanno già muovendo per ottenere un risarcimento. In Italia, ad esempio, le associazioni di consumatori si stanno rivalendo sugli operatori telefonici (perché pagare per un servizio mai ricevuto?) che a loro volta potranno rifarsi su RIM. Nel caso la risposta degli operatori fosse negativa si stanno già programmando delle class action indirizzate direttamente contro RIM.
La momentanea debacle dei servizi Blackberry, probabilmente influirà sull’andamento, già negativo, dell’azienda. Intanto RIM per riparare ai danni causati ha messo a disposizione dei suoi utenti un mese di supporto tecnico gratuito e la possibilità di scaricare applicazioni per un valore di 100 dollari dal BlackBerry AppWorld.






