Just doing it. Storia dell’advertising attraverso i suoi protagonisti
Non poteva esserci titolo più azzeccato per questo nuovo libro sulla pubblicità e i suoi protagonisti, se non l’adattamento di uno dei più famosi slogan della storia. L’indimenticabile “Just do it” di Nike, “fallo e basta”, è stato scelto per descrivere un mestiere che non si impara se non quando ci si è dentro, in cui l’intuito tanta parte riveste nel decretare successo o fallimento.
Just doing it risale alle origini della moderna pubblicità e ai suoi pionieri, in quell’America che per prima si abbandona al seducente sogno del progresso e del consumo illimitati. Poi ne analizza gli sviluppi e il rapporto con culture diverse da quella anglosassone, le intersezioni con letteratura, cinema, pittura, studi linguistici e semiotica.
Si va alla scoperta di personaggi che hanno cercato con ogni sforzo di interpretare gusti e costumi dei propri simili, con l’intento di guidarli. Talvolta hanno posto le proprie competenze a servizio del bene, altre volte per mezzo di esse hanno ingannato.
Pagina dopo pagina, ci chiediamo se quella che è spesso considerata come la vera e propria arte del mondo contemporaneo sia stata la prima responsabile di un consumismo sfrenato e disgiunto dai nostri bisogni reali. Oppure se abbia aiutato l’uomo, magari sottilmente, inconsciamente, a sognare e inseguire una condizione migliore.
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