Bene o male purché se ne parli: il controverso spot di HomeAway

6a00d8341c51c053ef0148c87564b2970c 450wi 300x168 Bene o male purché se ne parli: il controverso spot di HomeAwayUno degli spot trasmessi qualche giorno fa durante il Super Bowl fa riflettere. Il video è di HomeAway, sito di case per vacanze. Mostra una famigliola oggetto di una sorta di esperimento in una camera d’albergo delimitata da vetrine, in modo che si possa vedere dentro. Tra le urla dei figli scalmanati e i genitori in confusione, succede che uno dei bimbi, neonato, prenda il volo e si schianti contro la vetrina. Beh, fate prima a vederlo! Eccolo qui:

Naturalmente questo spot ha subito avuto uno strascico di proteste. Vedere la faccia di un bambino stamparsi contro un vetro non poteva che suscitare delle reazioni. Il piccoletto in questione, come avrete visto, ha tutto l’aspetto di una bambola di gomma più che di un vero neonato. Ma i vertici dell’azienda non hanno potuto far altro che diramare un comunicato di scuse per calmare il prevedibile dissenso.

La parola chiave però è proprio questa: prevedibile. Casi come questi mettono in luce che spesso una promozione particolarmente aggressiva o sopra le righe sia scelta apposta per aumentarne gli effetti e la risonanza.

Uno spot per qualche verso discutibile o controverso alimenterà reazioni e dibattiti nei mezzi di comunicazione, il web fra tutti. E intanto la voce – assieme al marchio -si spande. Eventuali comunicati di scuse o di rettifica emessi poi dai produttori del messaggio promozionale non faranno altro che alimentare il clamore (magari rinfocolando ancora la discussione).

C’è però un’altra questione. Quali conseguenze vi sono per il brand dopo l’accostamento a un messaggio tutt’altro che politicamente corretto? La questione è delicata. Se la promozione è troppo spregiudicata e passa il segno si potrebbero generare reazioni totalmente negative e quindi un rigetto dei consumatori nei confronti dell’azienda.

L’esempio che abbiamo fatto, però, non sembra essere di questo tipo. Nonostante le rimostranze sul piano ufficiale possiamo pensare che la maggioranza del pubblico abbia riso almeno sotto i baffi vedendo lo spot.

Tanto è vero che, se da un lato i vertici dell’azienda si dichiarano “veramente dispiaciuti” soprattutto verso le famiglie che tutti i giorni “vivono le conseguenze di incidenti e violenza che hanno causato danni al cervello ai loro bambini”, dall’altro precisano che “il traffico verso il sito di HomeAway ha superato i risultati del pur grande successo dello spot per il Super Bowl 2010”.

Diciamo la verità, un po’ di astuta malizia spesso paga. Basta – come sempre – non esagerare icon smile Bene o male purché se ne parli: il controverso spot di HomeAway Voi che ne pensate?

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