E-book: la rivoluzione avanza più in fretta del previsto
Leggo con molto interesse che Amazon, il grande negozio di libri online, vende ormai più titoli elettronici che tascabili da sfogliare. La notizia ci suggerisce che il cambiamento in atto nel mondo dell’editoria – ormai innegabile – sembra essere più rapido di quello che si poteva pensare.
I reader, cioè i dispositivi per leggere gli e-book, sono diventati meno cari e offrono una leggibilità ormai paragonabile a quella dell’inchiostro su carta. Fra gli ultimi usciti c’è Leggo, apparecchio venduto da IBS a un prezzo veramente concorrenziale. Confesso che mi fa molta gola
Il problema semmai è un altro. La quantità di libri elettronici in italiano è ancora molto scarsa. Con meno di diecimila titoli, la scelta non è minimamente paragonabile a quella di testi in inglese, che ormai supera il mezzo milione. Può essere questa l’unica ragione ancora valida per non comprare un dispositivo per libri in formato elettronico.
I vantaggi di questa scelta si possono riassumere con una frase: centinaia di titoli sempre a portata di mano. Certo, la componente estetica del libro stampato non esiste più. Mi riferisco a tutto quell’insieme di fattori che lo rendono, oltre che un contenitore di cultura, anche un oggetto apprezzabile come tale. Tipo di carattere, formato, armonia nell’impaginazione, qualità della carta, design della copertina.
Il libro elettronico dovrebbe quindi essere considerato e scelto per quello che è: puro contenuto, essenziale, da fruire in ogni luogo comodamente. Il suo vecchio cugino di carta continuerà invece ad adornare le nostre librerie col suo fascino e la sua bellezza, e a essere sfogliato con piacere davanti a un caminetto nella tranquillità di casa.
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