Facebook games, tra divertimento e marketing
Persino qua in ufficio, buttando talvolta uno sguardo indiscreto a qualche monitor, si possono scorgere industriosi contadini virtuali intenti a mietere ogni genere di ben di dio, ahimè non destinato ad alcun minestrone o insalata mista proprio perché solo digitale… Avete capito di cosa sto parlando
Da una recente indagine risulta che i giochi online come il celeberrimo Farmville assorbano più o meno il 10% del tempo che la gente passa in rete.
Vuoi che i rapaci del marketing non abbiano captato l’odore della preda? Altroché se l’hanno fatto. Molte aziende hanno colto le opportunità che si celano dietro queste piattaforme, che hanno come funzione (principale?) quella di divertire, ma che senz’altro possono fungere molto bene anche da strumento di promozione.
Le modalità a disposizione delle società per raggiungere il proprio target attraverso i giochi sono varie. Vediamone alcune!
È possibile, molto semplicemente, piazzare un cartellone pubblicitario virtuale all’interno del mondo di gioco, del tutto simile a quelli che vediamo per le strade se non per il fatto di essere cliccabile. Lo ha usato Honda in occasione del lancio del modello CR-Z, inserendo i suoi billboard all’interno del gioco Car Town – ovviamente incentrato sul mondo dell’auto – .
Un’altra strategia che si può scegliere è quella di “sponsorizzare” oggetti e prodotti virtuali da acquistare e utilizzare all’interno di un gioco. Il marchio americano Cascadian Farm, ad esempio, ha associato il proprio nome a dei mirtilli biologici coltivabili su Farmville. Ancora Honda, nel giochino di cui ho detto poco sopra, ha creato il proprio negozio virtuale in cui gli utenti possono comprare la versione della CR-Z da usare per scorrazzare nelle strade del gioco.
L’apice delle strategie promozionali attraverso i social games è infine la creazione in tutto e per tutto di un gioco da parte di una compagnia.
In questo modo le persone passeranno il proprio tempo divertendosi all’interno di un ambiente totalmente rivestito dal marchio, e quindi rimanendo sempre “a contatto” con esso e con i suoi prodotti. Uno degli ultimi esempi di questo tipo è Playboy Party, legato al famosissimo brand di Hugh Hefner, in cui lo scopo è organizzare festini a base di musica, beveraggi e ovviamente conigliette…
Le ragioni per cui le aziende scelgono di promuoversi all’interno delle piattaforme di gioco sono svariate e molto valide. È possibile raggiungere con facilità il proprio target di riferimento, e contemporaneamente far leva sulle passioni delle persone. In questo modo, inoltre, chi gioca entra in contatto con il marchio in un modo divertente e interattivo, senza la fastidiosa intrusività dell’advertising tradizionale. Si tratta di una frontiera nuova, c’è ancora molto da esplorare. Per questo non è difficile prevedere che questa forma di marketing si svilupperà in modo esponenziale nei prossimi tempi.








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