Storia del Cavallino, simbolo di una leggenda tutta italiana

ferrari 300x224 Storia del Cavallino, simbolo di una leggenda tutta italianaGrande giornata ieri per i tifosi della Ferrari! Perfino io, che non sono proprio un grandissimo appassionato di corse, ho fatto un discreto salto sul divano quando il nostro pilota Fernando Alonso è riuscito a sorpassare sul filo del rasoio il rivale McLaren, grazie a una perfetta strategia di squadra. E poi era il gran premio d’Italia, impossibile non sentire neanche un po’ di orgoglio! Allora ho pensato che oggi fosse la giornata giusta per addentrarci nella storia del logo più famoso nel mondo delle auto, profondamente radicato nella storia del nostro Paese: il Cavallino rampante.

Se a vi capiterà di passare dalle parti di Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso, potreste arrampicarvi su per le pendici del Montello e fermarvi al fresco presso il monumento in ricordo di Francesco Baracca, un luogo molto piacevole soprattutto d’estate. Il maggiore Baracca fu un celebre eroe della Prima Guerra Mondiale, che combatté nei cieli italiani alla guida del suo caccia finché non fu abbattuto, appunto sopra al Montello. Sulla fiancata del suo aereo, egli aveva dipinto un cavallo rampante. Ma come fu che questo emblema iniziò a ornare i rossi bolidi italiani? Lo spiegò lo stesso fondatore della scuderia, Enzo Ferrari.

FBaracca 1 300x214 Storia del Cavallino, simbolo di una leggenda tutta italianaNel 1923, alla fine di una gara presso Ravenna, Ferrari fece la conoscenza dei conti Enrico e Paolina Baracca, genitori del grande aviatore. In seguito, fu la donna a convincere il pilota ad adottare il cavallino quale stemma della propria scuderia, sostenendo che gli avrebbe portato fortuna. Così egli fece, ponendo il cavallino nero all’interno di uno sfondo giallo canarino, colore della città di Modena. L’emblema della Scuderia Ferrari apparve per la prima volta nel 1929 su tutte le pubblicazioni, le insegne e le carte ufficiali della società, ma non sulle vetture, che erano costruite per la scuderia dall’Alfa Romeo.

Soltanto nel 1932 l’Alfa Romeo permise alle proprie vetture utilizzate in gara dalla Scuderia Ferrari di fregiarsi dello stemma. Il cavallino comparve dunque per la prima volta in quell’anno, in occasione della 24 ore di Spa, vinta proprio dai piloti delle rosse, all’epoca Taruffi e D’Ippolito. Enzo Ferrari fondò la propria casa automobilistica nel 1939, mentre l’esordio nelle gare delle vere e proprie auto Ferrari risale al 1947. La casa di Maranello, tuttavia, non adottò da subito il vecchio stemma della scuderia. Il cavallino ricomparve sulle auto da competizione solo nel 1952, e da allora non smise mai di essere presente sulla carrozzeria delle rosse.

Che lo stemma abbia davvero portato fortuna a Enzo Ferrari, non c’è alcun dubbio. Nel tempo in cui il fondatore è rimasto al vertice della casa, cioè fino al 1988, la Ferrari ha conquistato oltre 5000 vittorie nelle gare e 25 titoli mondiali. Simbolo di eleganza, potenza e audacia, è stato tante volte sinonimo di successo non solo per la casa automobilistica che rappresenta, ma anche per i colori italiani. E sono sicuro che lo spirito del grande asso dei cieli accompagnerà ancora i nostri piloti verso tanti fantastici trionfi. Speriamo già dalle prossime gare!

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