La (finta) storia di una modella tossicomane. Caduta e rinascita su Facebook

drug 300x200 La (finta) storia di una modella tossicomane. Caduta e rinascita su FacebookFinora non avevo mai visto una cosa del genere. Si tratta di una campagna messa in atto da un centro di riabilitazione dalle dipendenze, il Chabad Addiction Rehabilitation Center. L’istituto ha sfruttato la piattaforma Facebook in un modo innovativo e molto molto interessante, a prescindere dalla riuscita e dalla concreta realizzazione di questa sua campagna. Che cosa hanno pensato di così brillante? Ve lo dico subito!

In parole semplici, hanno utilizzato un profilo Facebook già esistente, quello di una bionda modella di nome Vivienne Stevenson. Questa ragazza, popolare e ovviamente carina, ha cominciato a raccontare attraverso il suo profilo la sua esperienza lavorativa presso una non meglio identificata agenzia. Questo lavoro l’ha portata a conoscere persone nuove, a trovare un nuovo fidanzato, e, soprattutto, ad adottare un nuovo stile di vita alla Trainspotting.

Ben presto hanno cominciato ad apparire in bacheca fotografie fin troppo eloquenti, con la donzella alle prese con birre, righe di coca e canne delle dimensioni di un manganello. Altre foto la ritraggono mentre vomita nel water, apparentemente strafatta. Ovviamente questi post hanno cominciato ad allarmare i contatti Facebook della ragazza, come amici e parenti (veri o realizzati ad hoc?), che hanno espresso preoccupazione attraverso messaggi e commenti.

Alla fine la bella Vivienne ha deciso di voltare pagina e rivolgersi al centro Chabad per disintossicarsi e riprendersi la propria vita, celebrando la scelta sul suo profilo e suscitando l’approvazione di tutti.

Ecco il video che illustra idea e realizzazione della campagna:

Bene, dando un’occhiata allo sviluppo della faccenda si annusa un certo odore di artificialità, dato dalle foto e dai commenti dei presunti amici e familiari. Tutto sembra un po’ troppo patinato, a dire il vero. E quel mare di bottiglie Heineken con l’etichetta bene in vista è lì per caso? Ma forse questa impressione mi sorge ora, sapendo che si tratta di una campagna fatta ad hoc…

Comunque, a prescindere dal modo in cui è stata realizzata nel concreto, l’idea che sta alla base della campagna è veramente originale e costituisce un esempio per molte altre attuazioni. Avevate mai visto qualcosa di simile? L’unico dubbio che mi sorge riguarda il fatto che Facebook permetta un utilizzo non cristallino dei profili al suo interno, tutt’altro che in linea con il credo sempre professato dal social network di Zuckerberg.

  1. Ancora nessun commento.

  1. Ancora nessun trackback.


9 × uno =

RSS FEED Facebook Twitter Pinterest Flickr