Si comincia!

 SMStats1 Si comincia!

Ed eccomi qui a scrivere il primo di tanti post che spero di scrivere su questo blog… Mi presento: Mi chiamo Ilaria, ho 28 anni, vivevo a Badia Polesine (Provincia di Rovigo) fino a due settimane fa e da qualche giorno mi sono trasferita a Treviso per diventare il Social Media Specialist di Gruppo Santa Fe.

Questo blog, quindi, dovrebbe diventare più o meno la mia seconda casa, esattamente come tutti i profili sui social network. Insomma… come direbbero molte persone, sono quella pagata per stare su facebook (ma ve lo assicuro, c’è molto di più sotto)!

Sono arrivata in Santa Fe il 2 maggio. Era il giorno del mio compleanno, ma qui non lo sapeva nessuno (anzi, lo scopriranno ora con questo post!). Ad essere sincera è una fortuna che non lo sapessero, visto che la mattina prima di venire in ufficio sono passata in pasticceria ma ho trovato chiuso (e non è una scusa, giuro!!!) #vitainsantafe.

Mi aggiro nel mondo della comunicazione da ormai cinque anni, se poi ci aggiungiamo anche gli anni dell’università arriviamo a nove (l’università l’ho finita lavorando). In realtà avevo deciso di iscrivermi a scienze della comunicazione perchè volevo fare la giornalista, ma poi il giornalismo mi ha dato una grossa botta in testa e nel frattempo mi sono innamorata delle relazioni pubbliche. Ma il mondo della comunicazione cambia alla velocità della luce… e se devo dirla tutta, anche le mie idee cambiano alla stessa velocità! Così ho ricominciato a scrivere per un giornale, ma mi sono anche appassionata ai social media. Prima ho aperto un blog, poi ho sconfitto le mie resistenze per iscrivermi a Facebook e alla fine ci ho preso gusto, finchè ho avuto l’occasione di iscrivermi ad un corso che i Social Media li studia, finendo per farne addirittura una professione! Ora non saprei dire a quale social network non sono iscritta. Ogni tanto mi ritrovo a scrivere per hashtag (il simboletto # che anticipa le parole, per chi non lo sapesse), la mia ultima passione social è Pinterest (Santa Fe non è ancora su Pinterest, in effetti, ma ci arriveremo presto… #staytuned), ma adesso che Instagram è sbarcato su Android sto cercando di capirci qualcosa anch’io..

Non sto qui a raccontarvi le difficoltà che quotidianamente incontro per spiegare alla gente che lavoro faccio. Per qualcuno #taggogente #pinnocose. Per i miei genitori faccio pubblicità. Per mia nonna prendo appunti (e sono laureata in giornalismo). Per me, faccio un lavoro che mi piace e che mi appassiona.

Che cosa posso volere di più?

Beh… Certo… Che continuiate a leggermi, ovviamente!

Mi trovate anche qui

E qui

E qui

E ovviamente anche qui e qui

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IOARTE: vetrina online (…e non solo) per l’arte e artisti emergenti!

www.ioarte.org

cibo e migrazione 1 300x146 IOARTE: vetrina online (...e non solo) per larte e artisti emergenti!L’Associazione IoArte è un’associazione culturale no profit nata con lo scopo principale di promuovere, diffondere e sostenere l’arte e gli artisti emergenti in Italia.
L’attività di IoArte è iniziata nel 2008 come luogo virtuale dove gli artisti e agli appassionati d’arte possano conoscersi e confrontarsi gratuitamente.
Non è solamente una piattaforma per scambi di idee, opere e iniziative culturali ma è una vetrina per tutti gli artisti. Infatti quest’ ultimi possono creare la loro gallery personale on-line inserendo la loro biografia, le loro opere e gli eventi/mostre a cui partecipano. In questo modo possono essere contattati da collezionisti e galleristi o da altri artisti e creare così un network intorno a loro per emergere artisticamente.
IoArte in soli 4 anni ha raggiunto un elevato numero di iscritti, più di 3500!E questo numero è in costante crescita!I nostri iscritti si dividono in due categorie gli artisti fra cui troviamo pittori,scultori,fotografi,scrittori e musicisti e gli amici dell’arte che sono, invece, galleristi,collezionisti,associazioni culturali, appassionati d’arte…
Per agevolare gli amanti dell’arte e consentire questo flusso di scambi artistici l’iscrizione è gratuita per tutti. Eventualmente chi lo desidera può diventare socio e richiedere la creazione del proprio mini sito; ovviamente entrambe le richieste danno numerosi vantaggi agli artisti stessi in termini di contatti e visibilità.
L’Associazione Io Arte è sempre alla ricerca di spazi espositivi e gallerie per creare delle sinergie artistiche e dare modo così agli artisti emergenti di poter esporre non affrontando spese economiche elevate.
Fra le varie iniziative culturali che Io Arte ha attivato ultimamente troviamo: un corso di fotografia, un corso di pittura e disegno e in fine un contest artistico a livello nazionale. Queste iniziative sono un mezzo per gli artisti per accrescere le loro competenze artistiche e poter esporre in location note sul territorio.
A proposito vi segnaliamo due rilevanti iniziative culturali:
la prima è un corso di pittura e disegno “Matita su carta” che si inizierà giovedì 17 maggio 2012 dalle 20.00 alle 22.00 presso la Galleria Elle a Preganziol (TV).
Le lezioni sono tenute dal docente Andrea Lucchetta e sono sia per i principianti che per altri livelli. Inoltre vi sarà la possibilità di esporre presso la stessa Galleria l’opera creata durante il corso!
La seconda iniziativa è invece un concorso artistico con tema “I colori della natura”.
Gli artisti selezionati esporranno sia nella storica Villa De Reali di Dosson di Casier (Tv) per la mostra estemporanea del 17 giugno 2012 sia presso la Galleria Elle di Preganziol (Tv) pre la mostra temporanea dal 10 al 18 ottobre 2012.
Il regolamento e il modulo di iscrizione si può scaricare dal sito www.ioarte.org.

Scritto da Alessia Ippoliti

Per avere informazioni ed iscriversi alle varie iniziative culturali:
tel. 0422 540586 (Alessia)
mail: alessia@ioarte.org

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Cento anni dall’affondamento del Titanic: tradito dalla tecnologia, dalla luna e dall’uomo

images1 Cento anni dallaffondamento del Titanic: tradito dalla tecnologia, dalla luna e dalluomo

Il Titanic durante il suo unico viaggio. Aprile1912.

Il  prossimo 14 aprile ricorrono i cent’anni dall’affondamento del Titanic. Il leggendario affondamento è ad oggi il più grande disastro navale civile di tutti i tempi. La carena dell’enorme balena di ferro e acciaio si squarciò in 5 tagli al contatto con un grande iceberg a sud della penisola di Terranova: cinque dei compartimenti stagni vennero invasi dall’acqua provocando il disastroso affondamento e la morte di 1523 persone tra cui gli 800 membri dell’equipaggio.

Il Titanic, che partì il 10 aprile 1912 da Southampton in Inghilterra per il suo viaggio inaugurale, era per quei tempi la più grande nave mai costruita.  Sorella dell’Olympic e del Britannic, era di proprietà della White Star Line. Le tre navi erano state progettate e costruite nei cantieri Harland and Wolff di Belfast allo scopo di affermare la supremazia dell’azienda nell’attraversata oceanica da Southampton a New York.

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Sembrano foto, ma sono disegni.

 Sembrano foto, ma sono disegni.Agli inizi del 1970 negli Stati Uniti nasce un nuovo movimento che si diffonderà nei decenni successivi anche in Europa, un modo di dipingere basato sulla riproduzione di un soggetto fotografico. A questo nuovo genere di pittura verrà applicato il termine di iperrealismo.

L’iperrealismo rappresenta la realtà partendo da un’immagine fotografica, ingrandita il più possibile, e riportandola come disegno, cercando di essere più fedeli, con una maniacale rappresentazione dei dettagli, a volte anche esagerata, avvicinandosi il più  possibile alla normale percezione.

La straordinaria fedeltà nei confronti della realtà è stata abbracciata soprattutto dall’ambito pittorico. Tra i più famosi, gli americani Ralph Goings, Chuck Close, Richard Estes.

Oggi vi parlo di Paul Cadden artista iperrealista scozzese che crea opere d’arte utilizzando esclusivamente matite di grafite e gesso. Il risultato è veramente strabiliante, i ritratti sembrano vere e proprie fotografie. La sua ricerca del dettaglio esalta le espressioni, l’intensità degli sguardi, traspirano le sensazioni e le emozioni delle persone ritratte.

Pauld Cadden è in grado di disegnare immagini complesse anche nei minimi dettagli, il fumo di una sigaretta accesa, le rughe sul volto di un vecchio, l’acqua gocciolante da un viso sembrano incredibilmente realistiche da sembrare delle fotografie.

Lo stesso Cadden esprime il suo stile in questo modo:

“L’arte creata da fotografie cerca di mettere in evidenza il soggetto. Il soggetto diventa tangibile, reale, vivente. In quello che riproduco l’importante per me sono i dettagli, i segni in grado di raccontare un’essenza che resta invisibile nella fotografia. La realtà diventa l’illusione. I segni ne tracciano e ne imprigionano la vita.”

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Seminario JOY, il corso che ti fa guadagnare in autostima e fiducia

Se la tua autostima è bassa e non hai molta fiducia in te stesso abbiamo quello che fa al caso tuo: il seminario JOY.

Il corso, che si svolgerà dal 12 al 15 luglio 2012 presso l’Hotel Vergilius di Vicenza, sarà tenuto da docenti formatori di livello internazionale con cui Santa Fe collabora

Il seminario JOY permetterà a tutti i partecipanti di acquisire maggiore leadership, una più alta fiducia in se stessi e maggiore autostima attraverso un percorso mirato che andrà a toccare le seguenti tematiche: la propria motivazione, i propri obiettivi di vita, i valori, le credenze personali ed i rapporti famigliari.

Durante le quattro giornate di corso JOY tutti i partecipanti impareranno a conoscere se stessi, conoscere le proprie capacità personali, e a darsi degli obiettivi da raggiungere per accrescere la qualità della vita.

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Il mito di Tiresia

Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia su chi potesse provare in amore più piacere, l’uomo o la donna. Tiresia1 Il mito di Tiresia

Non riuscendo a giungere ad una conclusione, poiché Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l’uomo, decisero di chiamare in causa Tiresia, considerato l’unico che avrebbe potuto risolvere la disputa essendo stato sia uomo che donna.

Interpellato dagli dei, rispose che il piacere sessuale si compone di dieci parti, l’uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo.

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Caro Lucio ti scrivo. Dedicato a Lucio Dalla.

Caro amico ti scrivo,

così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò…

Probabilmente avrebbe iniziato così Lucio Dalla il ricordo di un amico che se n’è andato. La morte di Lucio Dalla non ci ha lasciati indifferenti; sgomenti dal primo istante in cui abbiamo visto la notizia abbiamo girato il web per accertarcene. Non ci si poteva credere.

Tuttavia era vero. Il caro Lucio che ha incantato quattro generazioni di persone in 50 anni di carriera aveva smesso di cantare per sempre.

 

E il tam tam nel web è partito. Noi per primi dall’ufficio abbiamo postato frasi in suo ricordo, commentato post di amici, ripubblicato le sue canzoni, ognuno con un ricordo legato a qualche episodio della sua vita.

Ne ha parlato Jovanotti, la Mannoia, la Vanoni, Valentino Rossi, Antonello Venditti, Albano Carrisi, Renzo Arbore, Milly Carlucci e tutto il mondo della politica, compreso il presidente Napolitano.

 

Ma anche tanta tanta gente, il popolo che tanto piaceva a Lucio Dalla, per cui ha cantato e di cui ha scritto; tutti a riconoscere il suo valore e a rimpiangere di doversi accontentare di 50 di carriera, di non poter più ascoltare qualcosa di nuovo, qualche ballata, qualche pezzo pop o jazz.

 

Per quanto mi riguarda ho subito postato su facebook due articoli che mi hanno colpito: il primo lancio di agenzia che ho letto e un articolo de Il Sole 24 Ore che riportava il cordoglio dei frati francescani della Basilica di San Francesco d’Assisi con i quali aveva più volte collaborato.

Subito dopo, di getto e di cuore, ho pubblicato due canzoni che mi sono balzate alla mente: 4 marzo 1943 e Caruso.

 

Credo di averle imparate a memoria entro il quarto/quinto anno di vita e ancora oggi rappresentano un pezzo della mia storia personale. La seconda in particolare si ricollega ad un episodio felice che destò gioia in tutta la famiglia.

 

Correva l’anno 1995, io avevo undici anni, e da qualche tempo i miei genitori sognavano di poter portare me e mio fratello in vacanza da qualche parte (cosa che non succedeva dal 1992). Si progettava di andare in montagna o al massimo al mare, ma sempre nelle vicinanze di casa.

 

Una sera papà tornò a casa più contento del solito, intonando “Li dove il mare luccica e tira forte il vento, su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento…”. Non capivamo, ha dovuto inserire il cd (nel nostro primo HI-FI), e pian piano abbiamo realizzato. Saremmo andati tutti in vacanza, proprio li a Sorrento nel golfo di Caruso, e di Lucio Dalla.

 

Non stavamo nella pelle, Napoli che sembrava distante come New York, Sorrento vista solo in cartolina e un po’ anche nei sogni, noi proprio noi saremmo andati “Li dove il mare luccica”.

 

E fu così che Lucio Dalla divenne la colonna sonora dei nostri anni ’90. Da “Attenti al lupo”, a “Canzone”, a “Ciao”, ogni sonata = un pezzo di vita.

 

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L’ascensore spaziale

ascensore spaziale2 300x225 Lascensore spazialeCome gli ascensori portano le persone ai piani più alti dei grattacieli, l’idea di un ascensore spaziale per portarci nell’atmosfera terreste sta prendendo sempre più piede.

E’ una azienda Giapponese che afferma di poter costruire questa futuristica opera, l’ascensore spaziale raggiungerebbe i 96 mila chilometri di altezza dalla terra ad una velocità di 200 chilometri orari.

Questo ascensore spaziale trasporterebbe 30 persone fino ad una altezza di 36 mila chilometri di altezza fermandosi ad una stazione intermedia per poi proseguire fino alla fine del viaggio.

In questa ultima tratta, potranno proseguire solo persone qualificate come tecnici o ricercatori.

Non è più frutto della nostra fantasia o di un video gioco stile Halo 2, l’ascensore spaziale stà diventando realtà per una nuova era e nuovi “punti di vista”

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Il processo d’acquisto

Vi siete mai soffermati a pensare come fate a prendere una decisione nell’acquisto di un bene e quali sono i processi che attivate?

Il processo di acquisto nasce dalla percezione di un problema, di una esigenza. È il momento in cui si prende coscienza dell’esistenza di un bisogno manifesto o implicito da soddisfare, in tal senso, ciò rappresenta un “problema” da risolvere.

Per risolvere il “problema” iniziamo a cercare informazioni. La ricerca non avviene per tutti i tipi di acquisto ma verosimilmente per quelli a più alto coinvolgimento, dove percepiamo un rischio più grande e, in ogni caso, quando il nostro bisogno non è urgente.

Raccogliere informazioni ci consente di passare dall’insieme noto delle marche presenti sul mercato all’insieme delle marche tra le quali effettuare la nostra scelta.

Le fonti principali di informazioni sono:

  • Fonti personali (familiari, amici, conoscenti).
  • Fonti commerciali (pubblicità, venditori e negozianti, confezioni)
  • Fonti pubbliche (mezzi di comunicazione, organizzazioni di consumatori)
  • Fonti empiriche (osservazione e prova del prodotto)

Solitamente gran parte delle informazioni che raccogliamo provengono dalle fonti commerciali, ma quelle più influenti sembrano essere le fonti personali.

La decisione di acquistare può essere influenzata da due fattori quali l’atteggiamento degli altri, (quanto maggiore sarà l’orientamento negativo degli altri verso un prodotto, tanto maggiore sarà la riflessione sulla scelta definite autonomamente) oppure da fattori imprevisti (ad es. una spesa improvvisa potrebbe determinare uno spostamento nel tempo dell’acquisto deciso o addirittura sopprimerlo).

In ogni caso quando la decisione dell’acquisto è stata presa il consumatore, secondo Kotler, si trova dinanzi ad altre 5 sub decisioni:

  • relativamente alla marca;
  • sul punto vendita (localizzazione del negozio);
  • sulla quantità del bene;
  • relativamente al momento dell’acquisto,
  • sulle modalità di pagamento da utilizzare (carta di credito, contanti, rate)”.

Una volta acquistato il nostro tanto voluto prodotto, se risponde alle aspettative attese saremo soddisfatti; se va oltre le aspettative, saremo molto soddisfatti; se la risposta manca, si verrà a creare uno stato di insoddisfazione più o meno accentuato”.

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Qualità: di che cosa?

Facendo riferimento alle nostre esperienze personali, proviamo a chiederci: in base a che cosa decidiamo di acquistare un prodotto (ad esempio, un vestito o un cellulare o un pacchetto viaggio vacanza) di una marca piuttosto che di un’altra?

Se cerchiamo di dare una risposta dettagliata, vediamo che gli elementi tenuti in considerazione sono molti (estetica, prezzo, funzionalità, sicurezza, durata, notorietà del marchio, reputazione del produttore, …) e non tutti hanno lo stesso peso nel determinare la nostra scelta. Se cerchiamo di sintetizzare tutti questi elementi, la nostra risposta sarebbe probabilmente che consideriamo, da un lato, la qualità del prodotto in sé e, dall’altro, quanto soddisfa (o promette di soddisfare) le nostre esigenze.

Se analizziamo ciò che chiamiamo “qualità del prodotto in sé”, ci rendiamo conto che molte delle caratteristiche dipendono in realtà dal modo in cui il prodotto è stato progettato e fabbricato, dipendono innanzitutto dalle modalità di funzionamento dell’azienda produttrice, dipendono cioè dalla qualità dei processi produttivi. Sempre facendo riferimento alle nostre esperienze di consumatori, possiamo chiederci: dopo aver acquistato un prodotto, in base a che cosa ci dichiariamo più o meno soddisfatti, lo raccomandiamo o sconsigliamo ad altri, decidiamo di riacquistarlo o di “cambiare marca”?

Oltre al giudizio su come le caratteristiche già descritte hanno corrisposto alle nostre aspettative, questa volta entreranno in gioco altri elementi: come il fornitore ci ha trattato, se ci è stata data assistenza, se abbiamo ottenuto servizi aggiuntivi, se nel prodotto  abbiamo trovato delle caratteristiche positive che non ci saremmo aspettati, ecc. L’insieme di tutti gli elementi che abbiamo fin qui descritto configura la qualità totale, che noi sperimentiamo attraverso il prodotto, ma che in realtà caratterizza l’azienda produttrice, le sue logiche di funzionamento interno e di rapporti con l’esterno.
In realtà, già al momento di decidere l’acquisto del prodotto noi sappiamo – o almeno crediamo di sapere – qualcosa circa la “qualità totale” dell’azienda produttrice (tramite il passaparola, tramite la pubblicità, attraverso il web, grazie a esperienze precedenti ….) e questa conoscenza contribuisce alla nostra presa di decisione.

Su quali elementi possiamo basarci per far sì che le conoscenze ed informazioni preliminari siano quanto più corrette possibili e quindi contribuiscano razionalmente alle nostre decisioni?

Un buon aiuto in questo senso ci può venire da quelli che comunemente chiamiamo “marchi di qualità”.

Buoni acquisti di qualità a tutti!

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